A SVELARE l'arcano e stato il governatore Nichi Vendola, che in un tweet ha esultato: 'Su Tap ha ragione la Regione Puglia: Melendugno e una scelta sbagliata, ora lo dice anche il ministero dei Beni culturali'. I pareri dei due dicasteri, dunque, sarebbero diametralmente opposti ma è probabile che la pronuncia negativa dei Beni culturali non infici la procedura e che oggi stesso il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti firmi il decreto Via. Domani una trentina di sindaci salentini, capeggiati da Marco Potì di Melendugno, chiederanno al presidente del Consiglio di rivedere la scelta di San Foca, 'per evitare scelte incompatibili con il territorio e tutelare il marchio Salento che stiamo costruendo con fatica da anni', dice Potì. Cambiamenti di indirizzo saranno chiesti a Renzi anche sul fronte delle trivellazioni nell'Adriatico, visto che le norme del decreto Sblocca Italia tolgono alla Regione la possibilità di bloccare decisioni. 'Si mettono a rischio dieci anni di politiche ecocompatibili', hanno evidenziato i consiglieri regionali Michele Losappio, Angelo Disabato, Tommy Attanasio, Francesco Laddomada, Antonio Scianaro e il presidente Onofrio Introna, al termine di un incontro con i rappresentanti dei Comuni interessati dal 'caso trivelle' e delle associazioni ambientaliste e No Triv. La riunione si è conclusa con un documento per il premier, e tramite il quale i parlamentari vengono sollecitati a 'verificare la possibilità di modificare le parti dello Sblocca Italia che espropriano la Puglia della possibilità di intervenire e di decidere sulle trivellazioni e sul proprio destino'. I sindaci anti-Tap invece si presenteranno con tanto di fascia tricolore nella speranza di essere ricevuti dal capo del Governo, al quale vogliono spiegare 'di non essere contrari a tutto, e men che mai a un'opera che è stata considerata strategica - ha chiarito Potì - ma di voler tutelare un territorio che ha puntato tutto sul turismo'.