IL CASO IL CRITICO HA PRESENTATO AL CIRCOLO DEI LETTORI LA RASSEGNA AL CASTELLO DI MIRADOLO «SONO qui perché tempo fa, quando ero assessore a Baldissero, ho maturato un'ampia considerazione per il Castello di Miradolo in quanto azienda privata con un buon programma artistico. Bisognerebbe diminuire il numero dei musei in Italia e capire come farli vivere con azioni virtuose da parte di privati. Un discorso sempre più attuale in Piemonte, dopo il marchio Unesco sulle Langhe». Così Vittorio Sgarbi al suo arrivo ieri al Circolo dei Lettori, dove con la presidente della Fondazione del Castello, Maria Luisa Cosso, ha presentato la mostra "San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento", che si apre a Miradolo il 5 ottobre. È dedicata al santo bellissimo e martire che più richiama la statuaria classica, divenuto anche icona del mondo gay. Dopo Tiziano e Lotto, arriva dunque per la sua cura una mostra a tema, con 45 dipinti da Perugino a Crivelli, da Tiziano a Paris Bordone, da Rubens a Guido Reni e Mattia Preti, da Luca Giordano ad allievi di Caravaggio. Provengono dagli Uffizi e dal Museo Correr, dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia e dalla Galleria delle Marche di Urbino, dalla romana galleria Colonna e dalla Pinacoteca di Siena, oltre che da collezioni private tra cui la sua Cavallini Sgarbi È arrivato con un'ora e mezzo di ritardo, Sgarbi, e per farsi perdonare da chi lo aspettava un po' spazientito - il presidente del Circolo Luca Beatrice a un certo punto ha abbandonato la sala - ha imbastito, in mano un quadernone con le immagini dei quadri, una lezione di storia dell'arte come solo lui sa fare. «Nel mondo classico c'era Apollo, un dio bello e solare. Ci si poteva immaginare qualcosa di simile nel mondo cristiano? No, ma poi a un certo punto arriva questo Apollo cristiano, che reagisce al martirio al punto da respingere senza scomporsi le frecce che dovrebbero trafiggerlo » racconta Sgarbi. Ecco allora che con quel santo «la rappresentazione del nudo maschile raggiunge il vertice della pittura anatomica: c'è un piacere nel rappresentarlo che va al di là della dimensione religiosa, condito da una sufficiente ambiguità che lo rende ancora più accattivante ». Poi la descrizione dei dipinti, da quello di Sebastiano Zuccato al Perugino individuato da Sgarbi per caso nelle Langhe, identificato e acquistato, poi Tiziano con un San Sebastiano mai visto, prestato da una collezione privata di New York, la "Sacra Famiglia" di Paris Bordone, la "meravigliosa torsione che richiama fonti pagane" di Ludovico Carracci, il San Sebastiano liberato dalle frecce dagli angeli di Rubens, fino alla sorpresa di un pittore identificato di recente con Matthias Stomer, scelto come immagine della mostra. www.fondazionecosso. it. ( m. p.)
Sgarbi in ritardo recupera con San Sebastiano
Vittorio Sgarbi ha presentato la mostra "San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento" al Circolo dei Lettori di Torino. La mostra è dedicata al santo bellissimo e martire, icona del mondo gay, e presenta 45 dipinti di artisti come Perugino, Tiziano, Rubens e Guido Reni. I dipinti provengono da musei e collezioni private in Italia e all'estero. Sgarbi ha tenuto una lezione di storia dell'arte, descrivendo i dipinti e spiegando la rappresentazione del nudo maschile nel mondo cristiano. La mostra si apre al Castello di Miradolo il 5 ottobre.
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