NEL giardino sono tornate a svettare le piante d'alloro. Quei lauri che Livia, terza e amatissima moglie di Augusto, piantò così narra Plinio dopo che un'aquila le lasciò cadere in grembo una gallina bianca con un ramo d'alloro nel becco. E di cui si cinsero la testa gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia. Fino a seccare improvvisamente con la morte di Nerone. Mentre poco più in là, vicino alla camera da letto della moglie dell'Imperatore, fioriranno di nuovo le margherite gialle che Livia esperta erborista coglieva per preparare i decotti per Augusto. Si cammina quasi in punta di piedi, sugli splendidi mosaici in bianco e nero appena restaurati. Immaginando Livia e Augusto decidere le sorti di Roma nelle private stanze della villa di Prima Porta dedicata all'otium, rinata dopo i restauri condotti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma in occasione del Bimillenario della morte del primo imperatore. Sotto una copertura azzurro-cielo, che riprende i colori delle pitture originali e evoca l'alternanza fra spazi chiusi e aperti, ecco alternarsi i cubicula con gli affreschi dai colori caldi e le raffinate geometrie dei loro mosaici, che in alcuni ambienti lasciano il posto a profili di creature alate e mitologiche. Fino ad arrivare all'impianto termale, alla natatio di età Flavia, agli ambienti in opus sectile e alle stanze per ospiti dove brilla di nuovo il rosso pompeiano. «Era il trionfo della pittura romana» racconta la direttrice della Villa, Marina Piranomonte, ricordando lo splendido affresco del giardino di Livia, oggi conservato a Palazzo Massimo. Per riportarlo virtualmente nella sua collocazione originaria, nell'ambiente ipogeo del triclinio da cui proviene è stato realizzato un sistema di proiezioni su garze che, attraverso giochi di luce, "disegna" sui muri il paesaggio perduto. «Abbiamo voluto ridare carne e sangue alle nude strutture murarie spiega la soprintendente, Mariarosaria Barbera perché questo è un luogo straordinario». E, in parte, ancora nascosto sotto terra. «Almeno un terzo della Villa è ancora da scavare, ma purtroppo i fondi che abbiamo non sono sufficienti» spiega Piranomonte. Lo ammette con dispiacere anche Barbera: «Ogni anno, al momento del bilancio, le richieste che arrivano dai vari siti sono settedieci volte tanto quanto posso stanziare». Nonostante i visitatori in crescita in tutti i siti della Soprintendenza, a cominciare da Colosseo, Foro romano e Palatino: «Il nostro polo, a livello di visitatori, è paragonabile al Louvre» sottolinea Barbera. La sfida, ora, è di far conoscere al grande pubblico e valorizzare la Villa di Livia: domani, e per i successivi sabati di settembre, partiranno le aperture straordinarie con visite guidate a pagamento. Mentre per il resto dell'anno l'ingresso alla Villa sarà gratuito. Ma l'area sarà aperta solo i giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30, i sabati dispari allo stesso orario e le domeniche dispari fino alle 18.30 in estate e alle 16.30 in inverno. Info: 063996700