La Basilica di San Pietro a Otranto riacquista appeal, a trent'anni dagli ultimi restauri. Sono stati necessari anni di lavoro per portare il monumento alla fisionomia originaria. E' valsa la pena di aspettare. È una delle più belle espressioni di arte bizantina in Puglia, affreschi maestosi ovunque sulle pareti interne. Un vero colpo d'occhio. Oggi, la Basilica di San Pietro a Otranto riacquista appeal, a trent'anni dagli ultimi restauri.Sono stati necessari anni di lavoro per portare il monumento alla fisionomia originaria. Ma ne è valsa la pena.La chiesa è situata nel cuore del centro storico e ha una pianta a croce greca inserita in un quadrato, con una cupoletta monolitica all'incrocio dei due bracci e tre absidi. Chi va a visitare Otranto, in genere, mira dritto alla Cattedrale. E dimentica questa basilica, espressione dell'arte dell'Impero romano d'Oriente che è stata, probabilmente, la prima basilica della città: da qui il forte valore simbolico, oltre all'importanza architettonica. Il suo primo impianto risale al V secolo, ma poi è stata parecchio rimaneggiata a partire dall'ottavo secolo fino al dodicesimo. L'interno è suddiviso in tre piccole navate, sostenute da otto colonne: quattro, al centro, reggono la cupola monolitica e quattro sono incassate nella muratura portante. La basilica è decorata con affreschi risalenti al decimo e all'undicesimo secolo: raffigurano tutti scene bibliche. Sulla volta a botte della navata a nord-est ci sono le bellissime scene dell'Ultima Cena e la Lavanda dei piedi; nell'imbotte del braccio destro, il Battesimo di Cristo; sulla parete a est c'è l'edicola di San Pietro. Con affreschi invece risalenti al XIV secolo, nell'abside di sinistra è raffigurata al centro la Madonna con Bambino benedicente, sul lato destro San Nicola e a sinistra San Francesco; nell'abside centrale colpisce la raffigurazione del Cristo morto disteso sulle braccia della Vergine, con le due Maddalene ai lati. Nelle altre zone della basilica un susseguirsi di santi aggiunti in età tarda (fine '500-inizi '600). Nell'abside centrale gli affreschi originari sono stati sovrapposti da quelli del 1540 (gli originali rappresentano un programma iconografico dato dai Quattro Evangelisti, scene della Genesi e la Pentecoste, l'Anastasis e la Natività).I primi restauri furono effettuati nel 1948. Poi ancora nel 1982, ad opera della Soprintendenza, «ma dopo trenta anni si sono resi necessari degli interventi generalizzati sugli affreschi interni e sul paramento murario, in particolare la revisione del consolidamento dell'intonaco, la revisione delle coperture e il restauro completo delle facciate, la pulitura degli affreschi e una leggera ripresa estetica della pellicola pittorica», spiega l'architetto Fernando Russo, che ha firmato il progetto e la direzione dei lavori. Il restauro invece è stato promosso dall'arcivescovo Donato Negro e finanziato dalla Cei e dall'Arcidiocesi di Otranto; il recupero degli affreschi è stato possibile anche grazie al contributo della Provincia di Lecce.Il quadro del degrado era particolarmente grave e interessava quasi la totalità del monumento. Date le caratteristiche artistiche della basilica, prima di intervenire è stato necessario fare degli studi approfonditi, che hanno chiarito anche che tipo di interventi furono effettuati a partire dal 1948. Sulla base di uno studio diagnostico dei materiali lapidei che costituiscono le murature esterne e di alcune tracce di coloritura (effettuati dal geologo Davide Melica), è stato possibile calibrare gli interventi. Il progetto di restauro pittorico sui dipinti murali interni, la cui alta sorveglianza è stata condotta dalla Soprintendenza per i beni storici e artistici di Puglia, è stato un accurato intervento manutentivo grazie anche all'esperienza del restauratore, Maurizio Lorenzoni. L'ultimo intervento di restauro scientifico era stato effettuato negli anni Ottanta. «Di quel restauro spiega l'architetto Russo - oggi si è resa necessaria una revisione a causa delle alterazioni dovute a infiltrazioni di pioggia dalle coperture, dai prospetti esterni e dagli infissi. Questa situazione ha inevitabilmente procurato distacchi degli intonaci dipinti, di notevolissimo pregio, dal supporto, mettendo a repentaglio la loro stessa esistenza». Ora è bella come nuova. Per altri trent'anni almeno.
Otranto recupera San Pietro: finito l'ultimo restauro
La Basilica di San Pietro a Otranto è stata restaurata dopo trent'anni di lavori. Il monumento, situato nel cuore del centro storico, ha una pianta a croce greca e tre absidi. L'interno è decorato con affreschi risalenti al decimo e all'undicesimo secolo, che rappresentano scene bibliche. I restauri sono stati necessari a portare il monumento alla fisionomia originaria. Il progetto di restauro è stato promosso dall'arcivescovo Donato Negro e finanziato dalla Cei e dall'Arcidiocesi di Otranto. Il restauro ha coinvolto la revisione del consolidamento dell'intonaco, la revisione delle coperture e il restauro completo delle facciate.
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