Per delineare la cornice, scomoda i grandi brand italiani, da Luxottica a Ferrari, Tito Lombardini, presidente del cda della Carrara. «Il "prego s'accomodi" sta nelle logiche degli azionisti di una società. È l'esercizio di un diritto-dovere dice se chi siede su certe poltrone non risponde più agli obiettivi fissati dalla proprietà». Nel quadro del consiglio della pinacoteca cittadina, invece, campeggia un grande punto di domanda, implicitamente sotteso al cambio in sella del maggior azionista, il Comune. «Che ora starà facendo tutta una serie di valutazioni», taglia corto Lombardini, respingendo con decisione anche un rumor circolato con insistenza, secondo il quale avrebbe già rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco Giorgio Gori. Voce era e voce rimane. Punto. Effetto cascata, nuovo-sindaco-nuovo-cda? La memoria riporta indietro negli anni, alla mossa con cui Bruni chiese a ciascun membro dell'allora consiglio in carica di rimettere nelle sue mani il mandato ricevuto. A farlo fu solo Serena Longaretti e l'esecutivo, sotto la presidenza di Zavaritt, navigò tranquillo fino alla scadenza naturale. Il rinnovo del cda della Carrara è previsto nella primavera 2015, un mandato quinquennale sfalsato rispetto alle elezioni comunali, pochi mesi in più che però, in questo caso, si innesterà in un momento delicato e particolare della pinacoteca. Prima di riaprire le porte, quando succederà e comunque dopo 8 anni di tormentato cantiere, la governance e le linee strategiche, su cui da mesi si stanno arrovellando gli amministratori, dovranno essere fissate e già in linea. E in questo senso, pur essendo senza budget, il cda della Carrara potrà comunque dire la sua su iniziative, interventi e progetti che saranno messi in campo. Più che operativo si tratta, dunque, di un cda consultivo («andato via via svuotandosi di significato» aveva stigmatizzato il critico d'arte Fernando Noris, dimessosi lo scorso anno e non rimpiazzato) che si inserisce in un articolato scenario, dove già si muove un gruppo di lavoro con in testa Cobe, in stretta sinergia con l'assessorato alla cultura. Per il cda della Gamec, durata triennale e in prorogatio da marzo, i giochi sono invece (abbastanza) fatti. Nella maxi infornata agostana delle nomine, il sindaco aveva espresso, infatti, cinque candidati, Riccardo Fogaroli, Enrico Felli, Alberto Barcella, Gianmaria Labaa, e Maria Grazia Recanati, per i due posti in quota Palafrizzoni. Adesso toccherà all'assemblea dei soci della Gamec (Comune e Tenaris) esprimersi in merito: le due nomination prescelte sostituiranno così l'ingegner Mario Scaglia e l'avvocato Giuseppe Calvi. Il board si completerà poi, oltre che con un membro della famiglia Spajani, con altre due nomi che Tenaris e a Carrara proporranno su una rosa di tre «Per questo c'è ancora tempo», rimarca Lombardini che lunedì incontrerà l'assessore Ghisalberti.
Bergamo, Carrara. Lombardini prende tempo sul mandato. Decide il Comune
Il presidente del consiglio della Carrara, Tito Lombardini, ha respinto un rumor circolato secondo il quale avrebbe già rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco Giorgio Gori. Lombardini ha anche affermato che il nuovo cda della Carrara sarà consultivo e non operativo, e che il sindaco avrà il potere di nominare i membri del cda. Il rinnovo del cda della Carrara è previsto per la primavera 2015 e sarà un momento delicato per la pinacoteca, che sta affrontando un cantiere di ristrutturazione. Il cda della Carrara potrà comunque discutere di iniziative e progetti per la pinacoteca, anche se senza budget.
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