Con Terminal Art Project arriva in città un eco del simposio internazionale di architettura Se Brunelleschi, nella Firenze del 1420, avesse presentato il suo progetto per la cupola del Duomo di Firenze a un'ipotetica Soprintendenza ai monumenti, quel progetto avrebbe ottenuto un parere favorevole? O forse sarebbe stato ritenuto troppo ardito e incoerente rispetto al contesto? La provocazione arriva da architetti fermani tra i protagonisti della 14esima Biennale Internazionale di Architettura, lo scorso agosto a Venezia, e che ora la città di Fermo incontra grazie al sesto appuntamento organizzato da Terminal Art Project nell'ambito dell'evento espositivo Air Terminal, in corso da luglio. Sabato 13 settembre, dalle 17,30, al Terminal del maxi parcheggio in via Tomassini si ragionerà sul problematico rapporto dell'Italia con la sua eredità storica e paesaggistica, tra norma e deroga, conservazione e flessibilità. Alla tavola rotonda parteciperà l'architetto Luca Silenzi di Spacelab Architects, studio fermano che ha curato il simposio internazionale all'interno della sezione "Monditalia" presso le Corderie dell'Arsenale di Venezia, già vincitore dei World Architecture Awards 2009 e 2010. A offrire utili spunti di dibattito saranno anche Manuel Orazi di Quodlibet edizioni, Joseph Grima di Space Caviar e Ippolito Pestellini Laparelli di OMAAMO. "State of exception: reloaded" è il titolo dell'articolata discussione che aprirà punti di vista diversi. "Il tema dell'architettura in deroga che viene trattato dai nostri relatori è un argomento spinoso e delicato commenta Daniele Cudini, direttore artistico di Air Terminal . Riguarda la capacità etica di un Paese di darsi regole chiare e precise per salvaguardare un patrimonio da deroghe e complessità burocratiche che spesso coprono abusi. Credo che la deroga dovrebbe essere applicata a tutte le strutture architettoniche che potrebbero essere riconvertite, a quelle nate come frutto di speculazioni edilizie, incompiute o inutilizzate perché semplicemente non servivano. Quindi il discorso che affronteremo sabato sottolinea Cudini si inserisce perfettamente nel lavoro che stiamo svolgendo da circa tre anni su una struttura abbandonata come il terminal di Fermo. Ricalcando il titolo del nostro incontro, lo "Stato di Necessità" di ripensare spazi come questo sarà uno dei temi del futuro". Secondo l'architetto Luca Silenzi "le norme che l'Italia si è data per tutelare il suo patrimonio, severe e giuste, a ben guardare hanno creato due paradossi: da un lato la disattenzione e il degrado per tutto ciò che non è oggetto delle leggi di tutela, dall'altro vere e proprie enclave di conservazione assoluta, in un immobilismo che non permette quella elasticità da cui spesso sono nate opere eccezionali. Ecco allora che al terminal parleremo di "eccezioni" nella storia dell'architettura cercando di capire se siamo ancora capaci di intervenire con intelligenza e buon senso su contesti progettuali diventati col tempo dei tabù apparentemente impossibili da superare in Italia". Un dibattito interessante con cui Terminal Art Project ritorna su temi di stringente attualità e di forte legame col territorio.