Sul quotidiano Usa le scoperte di Carandini: quest'estate la mostra dei reperti ritrovati HANNO costruito il loro Campidoglio pensando all'Antica Roma, ora si appassionano alla disputa sulla natura degli ultimi ritrovamenti archeologici nel Foro Romano. Il New York Times, infatti, ha dedicato un ampio articolo, intitolato «Some say his diggin up of a legend is just a Myth », alla disputa che divide la comunità degli archeologi dopo la scoperta di quello che Andrea Carandini, autore della scoperta e docente di Archeologia a La Sapienza, ritiene poter essere il palazzo di Romolo e dei primi Re di Roma. Gli archeologi, infatti, sono divisi tra quanti, come Carandini, ritengono che il mito della fondazione di Roma sia in qualche modo verosimile, e quanti invitano a essere cauti e ad aspettare ulteriori prove. «I miei oppositori - dice Carandini al corrispondente Ian Fisher - saranno costretti a stare in silenzio; li posso vedere, un poco alla volta, farsi da parte». La questione è quanto seriamente prendere la leggenda di Romolo, l'allattamento da parte di una lupa, l'uccisione del fratello Remo e la fondazione dell'Urbe nel 753 avanti Cristo. La risposta di Carandini è «molto seriamente». Secondo lo studioso le scoperte recenti mostrano che il mito può essere vero, anche se il nome del primo re potrebbe non essere stato necessariamente Romolo e se non dovesse essere stato allattato da una lupa. «Carandini è un archeologo riconosciuto, che ha una maniera di interpretare i ritrovamenti interessante e piena di immaginazione» dice di lui Tim Cornell, direttore dell'Istituto di studi classici all'università di Londra. «Qualsiasi sarà il giudizio della storia sull'operato di Carandini - conclude il New York Times - sostenitori e scettici avranno presto la possibilità di giudicare da soli. Il Comune di Roma sta organizzando la prima esibizione dei ritrovamenti per l'estate».