Ci saranno i delegati del Comune e quelli di Italia Nostra De Leo: «Vigileremo su tutto». Ma per il sindaco è tutto ok Nuovo atto per una vicenda, quella del Crescent a Salerno, che si arricchisce di un altro appuntamento cruciale. Questa mattina negli uffici della Soprintendenza di Salerno in via Tasso, si terrà un tavolo tecnico convocato dal soprintendente Gennaro Miccio che vedrà tra i partecipanti, per la prima volta riuniti, oltre ai responsabili del servizio trasformazioni edilizie del Comune di Salerno e dell'ente territoriale ai Beni culturali, anche una delegazione di Italia Nostra composta dalla presidente della sezione di Salerno Raffaella Di Leo, accompagnata dall'avvocato Oreste Agosto e dall'architetto Vincenzo Strianese. Grande assente il sindaco De Luca che, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha bloccato il cantiere, era intervenuto sull'argomento nei giorni scorsi minimizzando e dicendo che «nel confronto con la Soprintendenza non si andrà a discutere dell'universo; il Consiglio di Stato ha stabilito la perfetta legittimità degli atti amministrativi e ci ha chiamati a chiarire solo sul difetto di motivazione paesaggistica, e in particolare su tre aspetti: colori, materiali, inserimento nel contesto urbano, valorizzazione paesaggistica. Chi volesse discutere di altro continuava il sindaco farebbe un abuso in atto d'ufficio. Noi riteniamo di avere dato cento ragioni per dare sostanza al difetto di motivazione paesaggistica dunque siamo fiduciosi, entro un mese e mezzo si dovrà decidere su tutto». AMBIENTALISTI - Un grande ottimismo che non è una novità per i rappresentanti di Italia Nostra, che si dicono sereni e ben disposti al partecipare alla discussione, Raffaella De Leo, presidente della sezione di Salerno, non nasconde la sua curiosità nello scoprire la logica seguita da questo incontro. «Parteciperemo per rispetto istituzionale e valuteremo le procedure eseguite, non so quanto la discussione entrerà nel merito sostiene ricordiamoci però che i lavori al Crescent sono fermi, non solo per il blocco della Soprintendenza, ma soprattutto per il sequestro da parte della Procura e il 9 ottobre inizierà il procedimento». Un tavolo che scotta per Miccio, che gli nega però alcun potere decisionale, lasciando ogni conclusione alla Soprintendenza pronta a valutare se vi siano elementi in grado di andare oltre alle problematiche emerse che hanno portato all'interruzione dei lavori. Decisioni da prendere velocemente se si vuole rispettare l'impegno di fondi europei da rendicontare entro il 2015, evitando così ulteriori danni economici. Certo il sì della soprintendenza non permetterebbe la ripresa dei lavori ma potrebbe essere una forte spinta per i costruttori coinvolti nel chiedere alla magistratura un dissequestro penale. Intanto il plastico dell'emiciclo di Bofill scompare, dopo le polemiche legate alla presenza della protezione civile a salvaguardarlo, dalla galleria Capitol dove sarebbe dovuto rimanere esposto fino a San Matteo e i lavori all'opera sono fermi. Una luna crescente (Crescent) che stenta a crescere davvero, un "ecomostro" per gli oppositori, «una grande opera di riqualificazione urbana» per il sindaco, una storia che sembra infinita a voler essere obiettivi.