È passato sotto silenzio l'attentato talebano che nei giorni scorsi ha distrutto a Ghazni in Afghanistan il Museo cittadino. Capitale dell'Impero ghaznavide nell'anno 1000, Ghazni era famosa nel Medioevo per la ricchezza dei suoi palazzi, minareti e moschee. Questo ennesimo colpo al patrimonio culturale islamico fa però ancora più male, perché recupero e conservazione erano opera, con l'Unesco, di ricercatori e studiosi italiani. La presenza italiana a Ghazni risale infatti ad oltre cinquant'anni fa e questo Museo provvisorio, oltre ai siti archeologici nell'area, rappresentava uno degli esempi migliori del contributo italiano alla ricostruzione culturale dell'Afghanistan. Ma il caso di Ghazni non è il solo. Gli ultimi mesi hanno visto, insieme alla liquidazione delle minoranze religiose nelle aree di crisi, anche la sistematica distruzione di storia e cultura. L'eliminazione delle tombe e dei mausolei da parte dell'Isis fa il paio con i danni subiti dai patrimoni manoscritti in Mali e nell'Africa sub-sahariana. Spesso alle distruzioni deliberate si aggiungono quelle incidentali, frutto di un'indifferenza non meno colpevole. I talebani a Ghazni hanno attaccato il compound governativo, non certo il Museo, così come lo scorso gennaio era la sede della polizia il vero obiettivo della bomba che al Cairo ha sventrato la sede della Biblioteca Nazionale a Bab el-Khalq, danneggiando il Museo di arte islamica e i tanti manoscritti esposti. Ancora oggi, con il continuo impegno di addetti ai lavori e studiosi locali si sta cercando di ricostruirlo e restituirlo alla cultura egiziana e mondiale. Purtroppo non sono solo gli equilibri sociali e religiosi di molti Paesi musulmani che stanno cambiando. Danneggiamenti irreparabili ma anche furti e trafugamenti stanno stravolgendo ciò che resta della millenaria storia islamica. E dall'Afghanistan alla Siria e l'Iraq e quindi all'Africa subsahariana, accanto al tragico conto delle morti, non meno terribile è la sorte di un patrimonio culturale costantemente distrutto o danneggiato.
Afghanistan. La distruzione dell'arte islamica che l'Italia aveva aiutato a conservare
Il Museo di Ghazni in Afghanistan è stato distrutto dall'attentato talebano. Il Museo era famoso per la sua ricchezza culturale e rappresentava uno degli esempi migliori del contributo italiano alla ricostruzione culturale dell'Afghanistan. La distruzione del Museo è solo uno degli esempi di danni subiti dalla storia e cultura islamica. Gli ultimi mesi hanno visto la sistematica distruzione di storia e cultura, con la liquidazione delle minoranze religiose e la distruzione di patrimoni manoscritti in Mali e nell'Africa sub-sahariana. I talebani hanno attaccato il compound governativo a Ghazni, non il Museo, e hanno anche danneggiato la sede della polizia a Cairo.
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