Stop dal Ministero dei Beni culturali al gasdotto Tap. La direzione generale ha espresso parere tecnico istruttorio negativo alla richiesta di compatibilità ambientale presentata da Tap per la realizzazione del gasdotto transnazionale. Una notizia appresa ieri, con piacere, dalla comunità locale. «Condivido pienamente quanto espresso nel giudizio - spiega Luca De Carlo, sindaco di Vernole - se consideriamo l'area in cui Tap vorrebbe realizzare questa infrastruttura il giudizio non potrebbe essere diverso. L'opera sarebbe realizzata a soli 3 chilometri dalle Cesine. È assurdo - aggiunge - solo pensare di poter realizzare un impianto industriale in una zona ad alta valenza paesaggistica». Alla base del parere negativo espresso dal ministero, la considerazione che il progetto del gasdotto non ha considerato minimamente l'impatto generato dalla realizzazione del metanodotto sugli elementi di valore paesaggistico dell'area, che costituiscono la ragione dell'apposizione del vincolo ministeriale di notevole interesse pubblico. «Il ministero avvalora ciò che noi sosteniamo da tempo - aggiunge il sindaco - l'opera ricade in un ambito territoriale vincolato paesaggisticamente di notevole interesse pubblico. Nell'area circostante le Cesine prosegue - esiste un vincolo di inedificabilità. Ora in barba a tutti i vincoli si vorrebbe realizzare un'opera di questo genere». Il primo cittadino di Vernole, comune vicino all'area individuata dalla società per realizzare l'impianto di depressurizzazione (anche se ricadente nel territorio di Melendugno), chiama in causa i vertici politici. «Il presidente Vendola critica la scelta di approdo su questa terra - dice il sindaco facendo riferimento al commento lasciato ieri su facebook dal presidente della Regione secondo cui San Foca è la scelta sbagliata apprendo con soddisfazione la notizia ma credo che la politica debba imparare ad affrontare a risolvere i problemi per tempo. Meglio tardi che mai. Noi andiamo comunque avanti con forza e convinzione». Per i No Tap il parere negativo giunto dal ministero dei Beni culturali rappresenta ora un punto cruciale nella battaglia al gasdotto. «Il fatto che il ministero dell'Ambiente abbia dettato 58 prescrizioni per la realizzazione dell'opera e che il ministero dei Beni culturali si sia espresso negativamente non fa che avvalorare la tesi del territorio - si dice dal comitato No Tap - Riteniamo quest'opera inutile. La scelta di San Foca come punto di approdo è poi decisamente sbagliata. Le osservazioni presentate da comuni, associazioni e comitati evidenziavamo proprio queste perplessità».