La storia di questa eccezionale scoperta, ad ogni lento passaggio verso la meta finale, si arricchisce di particolari che alimentano polemiche e, se si vuole, anche malcelati sospetti. S'inizia con il suo ritrovamento effettuato un bel giorno di primavera da un equipaggio di un peschereccio mazarese - quello che diventerà il noto «Capitan Ciccio» - che successivamente ne rivendicherà il diritto a ricevere un compenso adeguato per la scoperta. E si continua con una vicenda giudiziaria aperta ma subito chiusa. Nel frattempo la città di Mazara del Vallo peridicamente ne rivendica la «paternità» e ricorda che il Satiro dopo il restauro effettuato all'lCR. dovrà tornare in Sicilia per essere destinato ad alimentare una fetta di turismo di pronta veicolazione. Adesso che i lavori si sono conclusi e che la statua può essere ammirata da chicchessia, adesso che sembra di essere arrivati alla stretta finale, si scopre che il museo che dovrà ospitarla non è ancora pronto. Con il rischio reale che il Satiro, così imponente ma delicato nelle sue forme, possa finire in una cassaforte ad impolverarsi per chissà quanto tempo ancora. Non è la soluzione che si auspicava per una pregevole statua che non meriterebbe più alcun giorno di «buio» e che invece merita di trovare una immediata sistemazione. L'esposizione nelle sale di Montecitorio sarà certo un'occasione importante per il Satiro che potrà essere all'attenzione di un pubblico vastissimo, molto più vasto di quello che troverà a Mazara del Vallo a Sant' Egidio. E forse, finché i lavori dell'ex chiesa non saranno ultimati, sarebbe meglio che vi restasse senza sottoporla ad altre e diverse peregrinazioni. A Mazara del Vallo sono tutti convinti che la statua tornerà con tutti gli onori del caso la prossima estate e incrociano le dita che per quel periodo il museo di Sant' Egidio sia pronto per accoglierla. Si stanno preparando in grande stile e nel frattempo chiedono che non ci siano tappe intermedie.