Le bombe d'acqua che mangiano il Gargano sono un disastro annunciato: manette agli ingegneri degli uffici tecnici; in galera politici dalle tasche aperte. Ma l'abusivismo è l'ebola degli affari: impossibile guarire. E non si guarisce dalla furbizia di dar fuoco ai boschi per mendicare alla Guardia Forestale le manovalanze stagionali. Riti propiziatori: sulle ceneri fioriscono i paradisi fuorilegge. Quasi impossibile impedirlo. Ecco cosa è successo a un ministro sceso a Peschici nell'illusione di "ristabilire la legalità". 1983: Alfredo Biondi, responsabile Ambiente del governo Craxi, controlla l'indiscrezione che denuncia alberghi e villaggi pasticciati. Sfoglia il dossier sui malfattori. "Belin", si entusiasma mescolando l'accento toscano allo slang genovese. "Un giudice di Corte d'Assise, sindaco del paese, ha firmato impossibili permessi di costruzione. E si è preso la sua fetta: villette per i figli su terreno demaniale. Come avvocato passo la vita a farmi metter sotto dai magistrati. Questo lo metto sotto io". L'arrivo del ministro accende il paese. Manifesti, bandiere, sindaco-magistrato che lo abbraccia con discorso solenne. Pranzo d'onore nella sala congressi dell'albergo D'Amato "a pochi passi dalla sabbia dorata in una cornice d'incanto" (violini del depliant). Purtroppo cornice ormai sepolta nel fango. Tavolo con sindaco, prefetto, colonnello dei carabinieri. Metà paese in piedi osserva con la devozione dei cortigiani di Versailles. Al dolce il ministro si rivolge a Michele Sarro, sindaco-giudice: "Ho l'impressione che l'albergo sia troppo vicino al mare. Ma sono tranquillo perché seduto tra un magistrato e il colonnello dell'Arma. Insomma, nessun problema ". Povero sindaco, cucchiaio sospeso nell'aria: "A dire il vero qualche problema ci sarebbe". Comincia la bagarre; Biondi dirige con la perfidia dell'inquisitore. Fa la predica al colonnello. "Albergone abusivo e sindaco che si allarga per amor paterno su proprietà del demanio: come mai i suoi uomini non hanno visto niente? Se faccio la pipì in un giardinetto mi denunciate per atti osceni in luogo pubblico. Possibile non vi siate accorti di cantieri, ruspe e impalcature piantate nel bagnasciuga?". Il magistrato cerca di non perdere la faccia davanti a chi lo vota. Butta lì: "Vorrei capire chi l'ha portata a Peschici, signor ministro?". Un Biondi solenne declama come in tribunale: "Sono venuto col diritto di un ministro nominato dal presidente Pertini per la fiducia del presidente Craxi. Rientra nei miei doveri scoprire i peccati dell'abusivismo. Altrimenti dopo questo albergo ne verranno altri. Dopo strade e ponti inutili si costruiranno strade e ponti che non servono a niente". Nel viaggio di ritorno ricontrolla le carte. "Aspettano l'amnistia. Amnistia vuol dire amnesia e un paese che non rispetta le regole è destinato al fallimento". Ordina al colonnello un rapporto "entro dieci giorni". Non solo l'albergo e case sul mare: mappa globale del Gargano degli imbrogli. Passa un mese, nessuna risposta. Biondi furibondo. Comincia l'italico girotondo: verbale dei sospetti spedito due settimane prima. Inspiegabile il disguido, indagini esplosive rintanate chissà dove. "Ma arriveranno,signor ministro": nessun dubbio del colonnello. Trent'anni dopo sono ancora in viaggio. Bisogna dire che il Biondi Due al quale Berlusconi 10 anni dopo affida la Giustizia, per imprevedibile debolezza firma l'amnistia della legge salva-ladri. Amnistia-amnesia? Rottami del passato dai quali l'avvocato liberale si libera lasciando la politica per uscire dal clan del Cavaliere. L'abusivismo continua a gonfie vele. mchierici2libero.it
NOI E LORO - La tragedia del Gargano annunciata 30 anni fa
Nel 1983, il ministro Alfredo Biondi, responsabile Ambiente del governo Craxi, visita Peschici per controllare l'abusivismo nella zona. Denuncia alberghi e villaggi che hanno ottenuto permessi di costruzione impossibili, come un giudice di Corte d'Assise e il sindaco del paese. Il ministro si sente minacciato e ordina al colonnello dei carabinieri di indagare. Tuttavia, dopo un mese, non ci sono risposte e Biondi inizia a perdere la pazienza. Il colonnello gli assicura che le indagini proseguiranno, ma Biondi non si fidanza.
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