In Sicilia si scende in piazza per difendere una soprintendente esemplare, rimossa dai politici ai cui interessi cementizi ha sbarrato la strada. Nemmeno un mese fa avevamo scritto che il procedimento di "riesame degli incarichi di preposizione ai Servizi Soprintendenze" avviato dall'assessorato regionale aveva come "vero obiettivo Beatrice Basile, soprintendente di Siracusa: tanto fedele ai valori della Costituzione (che dovrebbe valere perfino in Sicilia) da esser d'intralcio a chi vorrebbe cementificare ancora quel territorio ferito". Fallito questo tentativo, si è passati a un attacco frontale: la Basile è stata sottoposta a una indagine interna, e rimossa perché avrebbe autorizzato la collocazione di una piscina fuori terra (una grande vasca da bagno rimuovibile) nel giardino dell'assessora all'Ambiente (e già ai Beni culturali) Maria Rita Sgarlata. Insomma, una guerra sta spaccando la giunta Crocetta, una guerra che oppone chi vuole tutelare e chi vuole devastare il territorio: una guerra dove evidentemente la mafia non sta a guardare. Con la sospensione della Basile ha vinto il fronte che vuole sono parole dell'ex assessore regionale ed ex parlamentare Fabio Granata "azzerare il sistema della tutela paesaggistica e architettonica: una vera vergogna. Rimuovendo con risibili e strumentali motivazioni la Soprintendente Basile e altri Soprintendenti non 'assoggettabili', non solo si decide di accontentare i cementificatori e i loro complici ma anche di demolire l'intero sistema di tutela del paesaggio e del territorio". Di fronte alle numerose manifestazioni di solidarietà e di stima dei cittadini di Siracusa, Beatrice Basile ha risposto: "Vorrei precisare che la difesa dei nostri beni culturali non si incarna solo in un Soprintendente; è opera, dovere e risultato comune, come comuni sono quei beni. Non esistono taumaturghi, esistono cittadini. Rassicuro gli amici: non corro alcun pericolo, non un briciolo in più di quello che corre, oggi, qualsiasi mio collega in Sicilia che intenda assolvere con correttezza e onestà intellettuale ai propri compiti di tutela". Ecco perché una così fa paura alla mafia del cemento?