IL progetto è a lunga scadenza: Roma e Torino, le due città che lo promuovono, hanno cominciato a lavorarci da tempo. Ma da ieri Roma, sponsor di Torino per la designazione del capoluo-go piemontese a sede dei Giochi invernali del 2006, si affianca ufficialmente alla partner olimpica come Capitale mondiale del Libro. Torino riceverà il titolo e lo "interpreterà", sostanziandolo di iniziative, dal 23 aprile del 2006 fino allo stesso giorno dell'anno successivo, E Roma dialogherà alla pari sull'oggetto culturale per eccellenza. «Il titolo ci carica di responsabilità. Assumerlo insieme, lavorare in sinergia, mettere all'opera due città al posto di una, non deve destare meraviglia: "fare sistema", soprattutto parlando di cultura, dovrebbe apparire come la cosa più normale». Walter Veltroni e Sergio Chiamparino, rispettivamente sindaci di Roma e di Torino, hanno così commentato l'estensione dell'etichetta di capitale del Libro e la decisione di sostanziarla operando congiuntamente. Il programma generale è stato presentato alla Fiera torinese. Roma e Torino, del resto, sono metropoli già profondamente impegnate con e nel mondo dei libri: Torino con la sua kermesse di successo internazionale (giunta alla diciottesima edizione) e con il progetto della nuova Biblioteca civica; Roma con appuntamenti di risonanza ormai mondiale quali il Festival delle Letterature (quest'anno sarà inaugurato, il 24 maggio, da Salinari Rushdie), il Salone della piccola e media editoria, la Casa delle Letterature, l'apertura di librerie nelle periferie capitoline e molte altre iniziative. Proprio la somma delle risorse ha convinto la giuria dell'Unesco a scegliere l'accoppiata Torino-Roma per lo svolgimento di un ampio intervento culturale. Lo hanno spiegato, fra gli altri, la responsabile culturale dell'Unesco, Milagros del Corrai, e il membro della giuria Francoise Dubruille, presidente delle Federazioni Internazionale ed Europea dei librai. La Dubraille ha anche annunciato che l'anno prossimo, grazie all'appoggio dell'Ali (Associazione librai italiani), l'assemblea annuale si svolgerà proprio a Torino, durante la Fiera. I sindaci hanno poi allargato il discorso all'indotto che deriverà alle due città dall'iniziativa congiunta. Per Chiamparino, nonostante storia e radici di Torino indichino in altre attività quelle risolutive sul piano economico e occupazionale rileva come la cultura sia l'unico strumento adatto, per ampiezza ed elasticità, ad affrontare «il cambiamento che abbiamo davanti, perché ci aiuta a riflettere su noi stessi e ad accettare la sfida di guardare al futuro». Ancora: «Questo 2006 nel segno del Libro servirà anche ad affrontare più morbidamente il dopo Olimpiadi». E se Torino ha in serbo il progetto Il linguaggio dei segni, ideato da lrene Amidei, che gioca sui segni d'interpunzione, a cominciare dal punte interrogativo col suo valore di dubbio, attesa, timore aperte sul mondo, Roma rispondere portando avanti con ottica an-cor più aperta le sue tante iniziative, premi, festival, Il nuovo presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha anche chiesto a Torino e Roma, una ex e l'altra attuale capitale del Paese, di lavorare insieme, subito dopo i 2006, per preparare la celebrazione, nel 2011, dei 150 anni dell'Unità d'Italia.