L'assessore: cerco risorse per evitarlo. L'allarme lanciato sul web dai lavoratori Il tam tam è partito su Facebook: «Dal sito del Comune di Bergamo abbiamo appreso la notizia della prossima vistosa riduzione oraria dei servizi bibliotecari». Poi l'invito: «Se hai a cuore il futuro delle biblioteche, manda una mail di disappunto e protesta al sindaco e all'assessore alla Cultura». Firmato: Bibliocooperatori Bg. Così, nelle ultime ore, la posta elettronica del sindaco e dell'assessore è stata presa d'assalto. Il cambio degli orari è previsto dal nuovo bando per la gestione dei servizi bibliotecari, che è stato pubblicato sul sito del Comune e vale 450 mila euro per due anni. Il taglio tocca, in particolare, la biblioteca Tiraboschi (che perderà anche l'apertura serale del giovedì), la biblioteca Isrec (che sarà aperta quattro ore in meno ogni settimana) e la Caversazzi (che non avrà più l'apertura serale né quella domenicale). «Purtoppo non è una novità scrivono sul web i bibliocooperatori . La precedente giunta aveva paventato questa opzione e l'allora minoranza aveva dato battaglia perché, in tema di risparmio, non si partisse dal settore culturale. Nonostante le dichiarazioni dell'allora candidato sindaco Giorgio Gori, la realtà che si prospetta è la riproposizione della proposta Tentorio-Sartirani». Per continuare a garantire gli attuali orari di apertura delle biblioteche al Comune servono 100 mila euro in due anni. «Il vecchio bando spiega l'assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti è scaduto l'1 ottobre 2010. Ora siamo stati costretti a pubblicare quello nuovo, però ho ottenuto una proroga: significa che, fino al 31 dicembre di quest'anno, non cambierà nulla. Nel frattempo, sto lavorando con la Ragioneria del Comune per trovare i 100 mila euro che garantirebbero, per due anni, gli stessi orari previsti adesso. Il nuovo bando prevede questi tagli perché è stato costruito in base alle risorse messe a bilancio, nel 2014, dalla passata amministrazione. Noi possiamo integrarlo con nuove risorse: è quello che stiamo cercando di fare. Io condivido l'allarme dei biblioccoperatori e spero di riuscire a risolverlo. Anzi, l'obiettivo è riorganizzare l'intero servizio perché sia più efficiente».