TRENTO Il ruolo futuro del Centro Santa Chiara, il recupero delle Albere, il rapporto tra turismo e il sistema culturale e il patrimonio storico e artistico, la funzione delle biblioteche, la necessità di un rapporto più stretto con lo Stabile di Bolzano e, più in generale, il ruolo di coordinamento della Provincia delle attività culturali del territorio. Il dibattito di ieri pomeriggio in quinta Commissione si è concentrato sulle linee guida della cultura dell'assessore Tiziano Mellarini. Linee che sono state votate all'unanimità dai consiglieri: cinque sì compreso quello di Marino Simoni di Progetto Trentino. Sul lato delle riforme, Mellarini ha ricordato che, anche da questo punto di vista, il futuro della cultura trentina si chiama Europa. Nel corso della seduta è stato dato parere positivo alla delibera sul nuovo regolamento del Castello del Buonconsiglio, nello specifico sull'inquadramento della nuova direttrice. Una delibera, ha detto Lucia Maestri (Pd), presidente della Commissione, «che deve aprire il confronto sui trattamenti di tutti i direttori dei musei che, ha ricordato, sono molto diversi uno dall'altro». Il consigliere della Ual, Giuseppe Detomas, ha però sottolineato «che l'esigenza di razionalizzare il sistema culturale non può diventare centralismo e quindi ha chiesto più attenzione alle iniziative territoriali». A questo proposito, sempre Lucia Maestri ha affermato, con preoccupazione, «che nelle linee di sviluppo appena varate dalla giunta non c'è la cultura». Ancora: «Non si parla nemmeno del rapporto cultura - turismo ha detto al quale, peraltro, è stata dedicata mezza riga». Quindi, la consigliera si è chiesta ed ha chiesto, «che fine fa il rapporto, ad esempio, tra Muse e montagna, tra istituzioni culturali e sviluppo turistico». Venendo al piano della cultura di Mellarini, Maestri ha aggiunto: «Non si tiene in sufficiente considerazione il rapporto il netto cambio di marcia sui musei e il resto del mondo culturale trentino». Sul palazzo delle Albere (patrimonio di tutto il Trentino, ha sottolineato) la consigliera Pd ha detto che si deve riflettere sul recupero della sua dimensione storica. «Si deve trovare una formula ha concluso Maestri che non venga percepita come fagocitante dagli altri musei e nelle linee su questo non c'è sufficiente chiarezza». Parere positivo di Marino Simoni, consigliere di Pt sull'impianto delle linee della cultura, che però ha mosso alcune osservazioni. Prima di tutto ha espresso preoccupazione per la riduzione della spesa (12 milioni). Secondo Marino Simoni «va valorizzato l'artigianato artistico che oggi non viene valutato anche perché non c'è un albo». Ancora: «Il sistema delle biblioteche, inoltre, dovrebbe diventare un centro di coordinamento delle attività e andrebbe eliminato quello che per Simoni è l'aberrante ticket sulle biblioteche». «In Trentino ha concluso va introdotta la mentalità della sponsorizzazione». Servirebbe, a suo dire, anche «un maggiore raccordo tra il territorio e il sistema museale».