Accordo tra Fondazione Domus e ArtVerona: un fondo per acquistare opere ed esporle Identificare nell'arte contemporanea un bacino in cui investire, guardando al futuro, perché l'arte emergente abbia la possibilità di trasferirsi dal mondo del mercato e delle gallerie a quello delle pubbliche istituzioni. Un trasferimento che implica un riconoscimento molto importante. Questo è il significato dell'accordo che è stato firmato ieri tra il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il vicepresidente della Fondazione Domus per l'arte moderna e contemporanea, Fausto Sinagra, che è anche il direttore generale della «casa madre» Fondazione Cariverona. Un accordo, questo, che porta anche una boccata di ossigeno a un settore che ha subìto negli ultimi anni gli effetti della crisi e che premia la decima edizione di ArtVerona per la sua concretezza e la sua relazione con il territorio. La manifestazione ritornerà dal 9 al 13 ottobre nella nuova veste dopo l'acquisizione da parte della Fiera e con la notizia di un fondo da centomila euro che viene stanziato per l'acquisto di opere di giovani autori che potranno anche entrare a far parte del percorso espositivo di Palazzo della Ragione o della Fondazione. È la strategia che da tempo funziona in grandi città come Bologna o Torino, dove l'arte contemporanea si celebra in quelle che sono le due principali fiere del settore, Arte Fiera e Artissima, e che ora si inaugura anche da noi con ArtVerona (quarta per importanza). Qualcosa che accadeva anche molti anni fa, con la vecchia Cassa di Risparmio di Verona che ogni anno acquisiva l'opera di un giovane autore per incoraggiare l'arte contemporanea e per costituire una collezione. E in nome della continuità con questo spirito, il fondo per le acquisizioni è stato messo a disposizione dalla Fondazione Cariverona, di cui appunto la Domus è emanazione, nata proprio per acquisire le vecchie collezioni della Cassa di Risparmio. A scegliere le opere da acquisire sarà una commissione (di cui faranno parte anche Mario Gandolfi, consigliere di Domus, e Guidalberto di Canossa, vicepresidente di Veronafiere) presieduta da Luca Massimo Barbero, direttore artistico della Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Palazzo della Ragione. A lui spetteranno le successive scelte espositive delle opere nell'ambito della Gam sulla cui continuità si sta ragionando, come ha spiegato Sinagra. Nel futuro della Gam c'è l'ipotesi di dare, in un nuovo allestimento, un'adeguata valorizzazione alla collezione di sculture delle Fondazioni Cariverona e Domus che contano cinquecento opere, con capolavori di scultura, molto richiesti da altri musei, come la «Donna che nuota sott'acqua» di Arturo Martini o il «Cavaliere» di Marino Marini, opere di Viani e di autori locali di respiro internazionale come Pino Castagna. Ci sono stati anni in cui ArtVerona ha trovato un interlocutore più vivace nel Mart di Rovereto - che notoriamente è specializzato nel moderno e contemporaneo - piuttosto che nella Galleria d'Arte Moderna di Verona, ma questo accordo sembra segnare il ritorno di un interesse e di una presenza più decisi, identificando anche nella contemporaneità una risorsa per lo sviluppo culturale della città.