Allarme di Fiorillo, architetto della Curia: «Cadono calcinacci da palazzi e chiese» LECCE Salvatore Giordano aveva 14 anni. Era uno studente di Marano, in provincia di Napoli, ed il 9 luglio scorso è morto nell'ospedale Cardarelli di Napoli dopo essere stato colpito alla testa da alcuni calcinacci che si sono staccati da un cornicione della Galleria Umberto I, in via Toledo a Napoli. Una tragedia assurda che mise in risalto l'incuria ed il degrado dei palazzi storici e monumenti. «La tragedia di quel povero ragazzo suona come un campanello d'allarme anche per il Barocco leccese. Sì, perchè fino ad oggi fatti così gravi non sono avvenuti ma il rischio è forte. Nel centro storico ci sono tanti palazzi storici, monumenti e chiese nel degrado. E la caduta di calcinacci dalla basilica del Rosario è soltanto uno degli ultimi episodi avvenuti», spiega Giuseppe Fiorillo, architetto della Curia Arcivescovile di Lecce. Che aggiunge: «A Lecce ci deve scappare il morto come è accaduto a Napoli per capire che il Barocco è messo davvero male?». Meglio di no, architetto. Ma la situazione di Lecce è davvero così grave? «Palazzi storici, chiese e monumenti sono inesorabilmente colpite da un deterioramento naturale dovuto, certo, anche alle piogge. Succede spesso che dagli edifici si stacchino pietre e calcinacci. Il crollo dalla Basilica del Rosario ci deve far riflettere. Ho mandato una relazione all'ufficio tecnico del Comune per un intervento di manutenzione ma serve un progetto globale». Cosa bisogna fare? «Servono verifiche continue sulla stabilità dei palazzi e sulla condizione delle facciata. Il problema è che i controlli vanno eseguiti da vicino con il cestello perchè la pietra leccese è particolare. E, una volta accertato l'esistenza di crepe e piccole lesioni, bisogna subito intervenire con interventi di restauro. Ma per fare i controlli occorrono mezzi e fondi. Che al momento non ci sono». I palazzi storici, però, appartengono ai privati. «Difatti servirebbe un piano che coinvolga non solo il Comune ma anche i proprietari degli stessi edifici, gli architetti e gli ingegneri. Io stesso ho fatto già tre interventi in altrettanti edifici su richiesta dei proprietari. So che altri colleghi hanno fatto altre operazioni di restauro. Il problema è serio, il Barocco ha problemi di staticità e non bisogna aspettare che ci scappi il morto come avvenuto a Napoli per poi intervenire». La situazione più delicata, però, riguarda le chiese. Il caso della basilica del Rosario è emblematico. La Curia ha presentato un dossier al Comune per il restauro di cinque chiese. «Servono cinque milioni di euro ma al momento non abbiamo avuto risposte concrete. E le chiese sono ancora lì, nel degrado e d esposte alle intemperie del tempo». Sabato, in occasione del corteo antifascista, i muri e le facciate dei monumenti sono stati imbrattati con scritte. Danni ingenti al patrimonio della città. «Non sarà facile cancellare quelle scritte perchè non serve solo coprirle e pulirle. Occorre un intervento eseguito con delicatezza da personale qualificato. E in questo caso servono altri soldi. Tanti, davvero».