Pasquali: vincoli meno rigidi. Tomada: rischiamo ricorsi BOLZANO Pronte le modifiche al piano urbanistico comunale (Puc) presentate ieri in commissione urbanistica dall'assessora Chiara Pasquali. Si prevede un aumento «mirato» degli indici edilizi attualmente in vigore per rendere applicabile anche nel capoluogo il «bonus energia» appena varato dalla provincia. E ancora: un articolo «ad hoc» per il progetto Sinfonia (la grande ristrutturazione di alloggi comunali finanziata parzialmente dall'Ue) e deroghe sulle distanze minime. Di fatto, si tratta di interventi «sblocca-cantieri» per superare gli ostacoli emersi al momento di applicare le norme urbanistiche provinciali. BOLZANO Un aumento «mirato» degli indici edilizi attualmente in vigore per rendere applicabile anche nel capoluogo il «bonus energia» appena varato dalla provincia. E ancora: un articolo «ad hoc» per il progetto Sinfonia (la grande ristrutturazione di alloggi comunali finanziata parzialmente dall'Ue) e deroghe sulle distanze minime. Sono queste alcune delle modifiche al piano urbanistico comunale (Puc) presentate ieri in commissione urbanistica dall'assessora Chiara Pasquali. Di fatto, si tratta di interventi «sblocca-cantieri» per superare gli ostacoli emersi al momento di applicare le norme urbanistiche provinciali. «Vogliamo incentivare i progetti virtuosi» spiega Pasquali. Scettica Teresa Tomada (Fdi): «Possibile caos giuridico». «Almeno mettiamo una pezza agli errori della Provincia» commenta Guido Margheri (Sel). Il varo del bonus energia (in soldoni, sopraelevazione di un piano concessa a chi aumenta l'efficienza energetica degli edifici) rischia di essere una beffa per il Comune: la delibera provinciale, infatti, restringe l'applicazione alle zone in cui vi sia ancora cubatura residua. Ma nei densi quartieri cittadini edificati negli anni '50-'70 (i più bisognosi di riqualificazioni energetiche) quasi tutte le zone residenziali sono già oltre i limiti del Puc, progressivamente ridotti nel corso degli ultimi vent'anni. Una situazione che applicando in maniera letterale la nuova legge mette clamorosamente fuorigioco gran parte del territorio bolzanino dall'applicazione del bonus. Di qui la controffensiva del Comune. Lo strumento usato è quello della «variante di assestamento» al Puc: la delibera (che dovrà comunque superare un lungo iter tra uffici provinciali e consiglio comunale) è stata presentata ieri da Pasquali alla commissione urbanistica del Municipio. In sostanza, si tratta di interventi urgenti «sblocca-cantieri» che, cambiando alcuni articoli del Puc, mirano a superare gli ostacoli normativi. Il punto più importante è proprio quello legato all'applicazione del bonus. «Nelle zone residenziali B1, B2, B3, B4, B5 e B6, in caso di riqualificazione energetica con "bonus energia" si legge nella delibera per gli edifici legalmente esistenti che superano gli indici attualmente in vigore, si applicano gli indici di fabbricabilità del lotto edificabile e altezza massima in vigore nel 1995». Tale data si riferisce al vecchio piano urbanistico, firmato da Marcello Vittorini, che consentiva indici maggiori rispetto a quelli poi ribassati nel 2000. In altre parole: quando si applica il bonus energia, la «macchina del tempo» dell'urbanistica comunale porta il calendario indietro di vent'anni e riaumentando la cubatura ammissibile rende legittimi gli interventi. «In questo modo sostiene Pasquali la gran parte del territorio cittadino è "salva" rispetto all'applicazione del bonus». Un altro gruppo di modifiche si riferisce specificamente al progetto Sinfonia, che prevede la ristrutturazione integrale di alloggi sociali (36.400 metri quadri spalmati su 220 appartamenti di proprietà Ipes e comunale) nelle vie Parma, Piacenza, Milano e Aslago. Anche in questo caso in base alla proposta dell'assessora il volume massimo consentito per i nuovi edifici viene equiparato alla densità edilizia esistente (ormai superiore rispetto agli attuali indici di Puc). Altre modifiche riguardano uno dei peggiori incubi degli architetti in città: la giungla delle distanze minime ammesse tra lotti e edifici. La nuova delibera recita: «È consentito costruire a distanze minori (rispetto alla norma, ndr) con il consenso in forma di servitù tavolare del proprietario del lotto confinante a condizione che venga rispettata la distanza dagli edifici». In altre parole: la distanza minima tra due edifici rimane inderogabile e fissa a 10 metri, ma quella tra un edificio e il lotto confinante potrà scendere sotto i canonici 5 metri in caso di accordo (vincolante e riportato nel tavolare) tra i proprietari. Infine ci sono altre modifiche minori, ma attese dagli addetti ai lavori, come l'innalzamento dell'altezza massima concessa per i «volumi tecnici» (per esempio i pannelli fotovoltaici sui tetti), che passa da 1,50 a 2,20 metri. Insomma, con quella che è la seconda variante di assestamento proposta dal 2006 a oggi (ne seguirà una terza con una raffica di interventi puntuali sul territorio) Pasquali si gioca un importante «jolly» a livello di regole per sbloccare l'edilizia nel capoluogo. «Vogliamo incentivare i progetti virtuosi spiega , come le ristrutturazioni energetiche che permettono la creazione di nuovi alloggi senza consumare ulteriore suolo, e operazioni come Sinfonia che valorizzano il patrimonio pubblico. Ora che la commissione ha condiviso tali principi, la delibera può affrontare l'iter di approvazione con maggiore forza». Perplessa Teresa Tomada. «Come al solito osserva la consigliera di Fdi la giunta comunale cerca affannosamente di rimediare a una legge nata senza tener conto della realtà urbana. Non so se questo basterà: temo che le contraddizioni tra le prescrizioni della norma e le "correzioni" inserite nel Puc scateneranno i ricorsi dei confinanti». Guido Margheri (Sel) allarga le braccia: «È chiaro che si sta mettendo una pezza ad alcuni errori commessi a monte dalla Provincia».