Il senatore: non rispettato l'odg del Senato. L'esperto: progetto scarso Venice Alive pubblica le missive del docente possibilista sul canale VENEZIA Le carte sul canale Contorta-Sant'Angelo a Roma. Il Porto ha portato ieri la documentazione ai ministeri competenti (Infrastrutture e Ambiente) in vista della valutazione di impatto ambientale. Dal momento in cui verranno registrate scatteranno i tre mesi stabiliti dal governo per l'analisi ambientale. La commissione Via dovrà stabilire se il progetto è compatibile dal punto di vista ambientale, in particolare per il suo impatto sull'equilibrio idro-dinamico della laguna. Molti sono infatti contrari perché ritengono che il nuovo canale, che va dritto verso la Marittima e dunque Venezia, possa incrementare l'afflusso di acqua verso la città. «Crociere e salvaguardia della laguna non possono coesistere per questo le navi vanno portate fuori dalla laguna ha detto durante l'assemblea organizzata dalla Municipalità sul tema dello scavo del nuovo canale il professor Luigi D'Alpaos Il Contorta influisce sul comportamento idrodinamico e morfologico lagunare. I progetti comprese le opere di mitigazione sono scarsi». Proprio ieri però Venice Alieve (che si batte per lo scavo del Contorta) ha pubblicato le due lettere che il professore del dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale dell'Università di Padova, ha scritto a Paolo Costa: la prima nel 2004 quando l'allora sindaco gli chiese un consiglio su come togliere le navi da San Marco, la seconda nel luglio del 2013 quando Costa nel frattempo era diventato presidente del Porto. In entrambe il professore suggerisce caldamente di «neutralizzare o convenientemente mitigare» gli effetti ambientali dello scavo. «Nello stato attuale della laguna e delle bocche di porto, lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo, purché opportunamente attuato, potrebbe non incidere in modo significativo sull'idrodinamica generale della laguna, che è dominata da altri fattori», scrive D'Alpaos che però dà una serie di prescrizioni (già tutte inserite nella documentazione portata a Roma secondo il Porto): dalla necessità di prestare attenzione alla linea di partiacque a quella di tombare il canale Vittorio Emanuele, fino all'inserimento attorno al canale «di strutture morfologiche di confinamento dei fenomeni (velme e barene, ndr )» e opere necessarie per neutralizzare gli effetti idrodinamici e morfodinamici negativi del canale Malamocco-Marghera. In realtà invita a fare anche indagini e sperimentazioni in scala prima di prendere qualsiasi decisione. «Siamo ancora in tempo per contrastare il Contorta, attraverso la giustizia denunciando l'illegittimità degli atti, tutti i decreti che vanno contro la legge (speciale) vanno fatti saltare, e poi c'è la via politica, ovvero continuare a protestare», ha detto ieri sera all'incontro della Municipalità il senatore Pd Felice Casson. Che se l'è presa con gli uffici ministeriali. «Sto cercando di reperire il progetto del Contorta e l'allegato esplicativo, ma rimpallano, ho fatto l'ultima domanda stamattina (ieri, ndr )», dice. Parla di «tradimento» riferendosi all'odg con cui il Senato ha chiesto il confronto tra tutti i progetti alternativi al Contorta, e annuncia che presto «presenteremo una mozione chiedendo rispetto per la legalità, trasparenza e partecipazione, i documenti devono essere consegnati a chi ne ha diritto». «L'ennesimo spot fatto al senatore Casson», attaccano il grillino Davide Scano e Anna Brondino del Nuovo Centrodestra. «Dobbiamo unire le forze contro lo scavo di nuovi canali», precisa Scano. Intanto i No Navi hanno promosso una Festa della laguna il 21 settembre a un anno dal tuffo collettivo nel canale della Giudecca.