Buoni risultati per il Miart, ormai affermatosi fra le tante manifestazioni internazionali MILANO-ROTTERDAM-NEW YORK Gli sforzi sono stati finalmente premiati: il Miart, fiera dell'arte milanese che si è conclusa ieri, ha visto tutti soddisfatti. 35.000 visitatori, buoni affari per i galleristi, e istituzioni presenti con grande supporto. Miart è cresciuto negli anni e raccoglie consensi. Francesco Milone, presidente di Fiera Milano International, constata la grande presenza di artisti stranieri in gallerie italiane che rendono Miart un punto d'offerta internazionale per i collezionisti, e guarda al futuro: è già stato identificato il padiglione 15 della Fiera che ospiterà Miart nei prossimi anni, quando il resto si sposterà a Rho. Come in ogni manifestazione che si rispetti non sono mancate le polemiche: le (forse solo provocatorie) dichiarazioni dell'assessore milanese alla cultura Stefano Zecchi sull'inutilità di un museo per l'arte contemporanea non hanno soddisfatto, e tanto meno l'affermazione che «il Museo di Rivoli lavora male»; il tutto ha fatto passare in secondo piano il suo deciso appoggio alla fiera. Da contraltare è stato il frizzante intervento di Roberto D'Agostino per la presentazione del libro d'artista di Mimmo Rotella. Miart, ha convogliato in città l'intemazionale gruppo di collezionisti curatori direttori di museo che non possono mancare alle fiere d'arte, e sottolinea l'importanza che Miart ha acquisito, in parallelo al fatto che Milano e snodo centrale per il collezionismo italiano ed europeo. Miart è l'ultima fiera del circuito prima della grande kermesse svizzera di Art Basel, che non ha rivali. È un momento in cui tutte le fiere cercano di defezionare una personalità specifica, considerata la grande, velocissima crescita di Frieze a Londra e Miami in America. Le fiere cercano di differenziarsi e nel corso dell'anno si sono viste scelte differenti. Per Art Rotterdam 2005, in febbraio, gli organizzatori hanno optato per un luogo denso di memorie: il Cruise Terminal, molo da cui partivano un tempo i transatlantici. 73 gallerie, in gran parte olandesi e poi i vicini tedeschi, francesi, inglesi, americani e due gallerie italiane, Caterina Tognon e Antonio Colombo. Cutting edge, il più contemporaneo possibile, è stata la linea di Art Rotterdam, giovani artisti, prezzi super abbordabili e molti i nomi da seguire in futuro. La vera star della fiera è stato ]oep van Lieshout, mente e motore di AVL, Atelier van Lieshout. Quarantenne di Rotterdam, è un artista molto conosciuto internazionalmente. Durante l'apertura ufficiale non ha esitato a presentare al sottosegretario olandese alla cultura, il suo ultimo lavoro su di un vassoio, compito e sorridente come un professionalissimo cameriere. Scelta forse ovvia, trattandosi di tazzine da caffè, ma fatta con spirito. A New York in marzo il cerchio virtuale dell'arte contemporanea si è chiuso: il solido filo rosso che lega artisti-gallerie-collezionisti-musei-fiere adesso unisce l'Armory Show di New York e Arco, la Fiera di Madrid. «Arco ha una lunga esperienza per quanto riguarda i Forum, conversazioni di altissimo livello tra addetti ai lavori aperte al pubblico - dichiarava Katelijne De Backer, direttrice dell'Armory Show - e siamo molto soddisfatti di questa collaborazione. Vedo la fiera come un catalizzatore, ormai ci sono tutti i componenti, e Armory è l'occasione degli scambi e degli incontri. La città ci segue anche economicamente, i musei capitalizzano sui nostri visitatori inaugurando mostre in concomitanza della fiera, e 23 importanti collezioni private sono state aperte ai collezionisti stranieri». Ovviamente alta la qualità delle opere in vendita, ma come sempre c'erano poi lavori per tutte le tasche e i gusti. Anche l'arte contemporanea cresce: si notavano in vari stand opere di artisti ancora giovani vecchie di dieci o quindici anni, non solo le ultimissime produzioni. Ed è anche certo che i collezionisti americani prendono l'arte contemporanea sul serio: per la serata dell'inaugurazione pagavano i biglietti d'ingresso 1000 dollari l'uno solo per avere la garanzia della prima scelta negli acquisti...