«Posso dire ciò che spero io, ed è semplice: io vorrei una trasformazione radicale, vorrei che si sfruttasse l'occasione per una rivoluzione della città, un cambiamento degno della sua storia millenaria». Il «signor No» è pronto a dire sì. L'ex soprintendente Adriano La Regina, storico «avversario» del sindaco Francesco Rutelli che coniò per lui il soprannome farà parte della commissione che in tempi brevi dovrà fornire indicazioni al sindaco sul «nuovo» centro storico della città. «No, davvero, non posso dire niente ancora». Può dire se ha la sensazione di trovarsi di fronte a una svolta? «C'è entusiasmo, sì». Entusiasmo... Ma lei cosa crede nascerà dal lavoro di questa commissione dedicata all'area archeologica? «Posso dire ciò che spero io, ed è semplice: io vorrei una trasformazione radicale, vorrei che si sfruttasse l'occasione per una rivoluzione della città, un cambiamento degno della sua storia millenaria». Il «signor No» è pronto a dire sì. L'ex soprintendente Adriano La Regina, storico «avversario» del sindaco Francesco Rutelli che coniò per lui il soprannome farà parte della commissione (metà Comune metà Mibact) che, in sintesi, entro dicembre, dovrà proporre indirizzi e studiare soluzioni per l'area archeologica. Non immobile e immodificabile, ma perfettamente inserita nella nuova concezione mariniana : quella del «parco archeologico urbano» più grande del pianeta. Adriano La Regina, lei ha sempre difeso il patrimonio storico e archeologico della città... «Ma infatti, ho detto e scritto ciò che penso. E adesso, come dicevo, ho la sensazione che ci sia entusiasmo. Il sindaco Ignazio Marino e il ministro Dario Franceschini ci hanno dato indicazioni precise, interessanti, abbiamo tempi stretti e dobbiamo lavorare molto...». Non per insistere, ma che tipo di cambiamenti attendono il centro di Roma? Sa com'è, ci sono anche molti contrari alle pedonalizzazioni, residenti, commercianti... «Allora, il punto è: d'accordo tutelare la vita dei romani ma è altrettanto doveroso considerare che il futuro di Roma non può essere realizzato pensando esclusivamente all'uso quotidiano che ne fa chi la vive, ma bisogna ragionare anche considerando quei milioni di persone che, arrivando in Italia e a Roma, portano benefici a tutto il Paese...». Ma lei che tipo di cambiamenti immagina, per il centro? «Quelli concreti non posso svelarli, la commissione si è appena insediata. Ma in linea teoria posso dire che vorrei una trasformazione degna della storia millenaria della città, degna dell'immenso patrimonio che abbiamo». Quindi chiusure alle auto un po' ovunque? «Come ho detto, anche le esigenze della vita dei cittadini vanno tenute in considerazione... Poi, naturalmente: la mia idea è che questa debba essere un'occasione per una trasformazione radicale della città, un cambiamento vero, profondo, radicale». Come, forse, Adriano La Regina ha sempre sognato.