MONZA Un hotel di lusso nell'ala Nord di Villa Reale. Camere eleganti arricchite da stucchi, decori, pregiati pavimenti in legno disegnati dal Piermarini per quelli che furono gli appartamenti privati dell'Arciduca Ferdinando d'Asburgo e della consorte Beatrice D'Este, i primi proprietari della villa dal 1780 all'arrivo dei francesi. Nella giornata di festa per la riapertura al pubblico di Villa Reale dopo due anni di cantieri che hanno riportato la bellezza nelle sale dei due piani nobili del corpo centrale e del Belvedere, c'è chi pensa già al futuro e ai lavori che ancora restano da fare. Lo fa Attilio Navarra, amministratore delegato di Italiana Costruzioni, la società che ha eseguito i restauri e gestirà il corpo centrale per i prossimi ventidue anni. L'imprenditore romano ha le idee chiare e le ha messe nero su bianco in un progetto preliminare che ha consegnato a fine giugno in Regione e al sindaco di Monza, presidente del Consorzio di Gestione. «È importante puntualizza Navarra che questo processo virtuoso non si fermi e si proceda ad un restauro complessivo di Villa e giardini senza perdere altro tempo. Ho avuto modo di visitare le sale dell'ala nord dove il degrado avanza inesorabile e dove occorre intervenire avendo già in mente una possibile destinazione d'uso». La sua ipotesi è la trasformazione dell'intera ala (due piani nobili e due ammezzati) in una struttura ricettiva: «Un albergo inserito in un contesto monumentale precisa con parti comuni sempre aperte al pubblico e non solo per chi alloggia nelle camere. Il modello da seguire potrebbe essere quello di alcune dimore storiche italiane o dei "paradores" in Spagna dove chiostri, monasteri, ville sono state trasformate in hotel a cinque stelle». A supporto della sua idea Attilio Navarra si è confrontato con alcuni imprenditori del settore alberghiero che sarebbero già interessati alla gestione e ha fatto una stima di tempi e costi di restauro: «Rispetto al lavoro che abbiamo fatto sul corpo centrale precisa si tratta di un intervento di minor entità: un anno e mezzo di lavoro per circa 15 milioni di euro. Per uno studio più particolareggiato aspetto però un riscontro dalla Regione o dal Consorzio che ancora non ho avuto». Certamente l'ipotesi sul tavolo è di quelle destinate a far discutere, come aveva suscitato una valanga di polemiche l'idea di adibire l'ala nord a foresteria di alta rappresentanza come aveva ipotizzato il progetto di Giovanni Carbonara, vincitore del concorso di idee su Villa Reale del 2001 e di realizzare una beauty farm nell'area di parco oggi in concessione al Circolo del Tennis. Il sindaco Roberto Scanagatti ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni invitando a godersi la festa per la restituzione della Villa ai cittadini. Il critico d'arte Philippe Daverio invece ha invitato tutti ad aver coraggio: «In Villa Reale il tanto temuto rapporto tra pubblico e privato ha funzionato: i tempi sono stati rispettati, il privato ha dimostrato capacità di operare su un monumento storico meglio delle Soprintendenze. Siamo davanti al "laboratorio Monza", un modello unico che farà scuola. Dobbiamo imparare da qui a dialogare con il passato per inventare il futuro».
Monza. Un hotel a 5 stelle nella Villa Reale
In Monza, l'hotel di lusso dell'ala Nord di Villa Reale è stato inaugurato dopo due anni di restauri. L'amministratore delegato di Italiana Costruzioni, Attilio Navarra, ha presentato un progetto preliminare per il restauro complessivo della villa e dei giardini. La sua ipotesi è la trasformazione dell'intera ala in una struttura ricettiva, come un albergo, con parti comuni aperte al pubblico. Navarra ha stimato che il restauro richiederebbe un anno e mezzo di lavoro e circa 15 milioni di euro. Il progetto è stato presentato alla Regione e al Consorzio di Gestione, ma non ha ancora ricevuto un riscontro.
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