L'ex ministro: torna il degrado. Esposito (Pd): Caldoro assente Un'attenzione costante, sempre alta, nonostante dopo l'avvento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi sia stato avvicendato da Dario Franceschini alla guida del Mibact. È quella che l'ex ministro per i Beni e le attività culturali, Massimo Bray, mantiene per i beni monumentali della provincia di Caserta e per l'ex fattoria borbonica di Carditello, in particolare. Stamani l'esponente salentino del Partito Democratico è tornato a far visita alla «piccola reggia» alle porte di San Tammaro in occasione delle riprese di un documentario che sta girando la Rai. Ad accoglierlo la giornalista e scrittrice Nadia Verdile, autrice di una recente pubblicazione su Carditello - che il ministro le ha presentato a Caserta nei mesi scorsi e solo qualche giorno fa in Molise - e la consigliera regionale dei democrat, Lucia Esposito. IL LUOGO DEL CUORE Quasi una simbiosi quella tra Bray e Carditello, costretto da un paio di mesi a muoversi con la scorta a causa di minacce ricevute proprio a causa del «troppo interessamento» ai beni monumentali della nostra area. Fu l'ex ministro a «strappare» definitivamente ai rischi di una vendita all'asta del bene e ad acquisire il sito al patrimonio dello Stato. Accadeva appena un anno fa. E fu sempre l'ex ministro a mantenere rapporti di riconoscenza e sincera amicizia con Tommaso Cestrone, l'«Angelo di Carditello», il volontario che sottraendo ore al suo lavoro di imprenditore agricolo e alla famiglia si dedicava giorno e notte alla vigilanza del monumento ampiamente depredato e vandalizzato negli anni dell'abbandono. Bray oggi è tornato sull'argomento «Fondazione per Carditello». «Dobbiamo far presto con la sua entrata sulla scena, altrimenti il degrado inghiottirà nuovamente ogni cosa» ha evidenziato ai presenti. «Dopo la festa per l'acquisizione al patrimonio pubblico del bene ha aggiunto la consigliera regionale Esposito -, c'è il rischio che si spengano i riflettori. Non lo possiamo consentire. Lo sforzo di Bray e delle associazioni va sostenuto con forza e con l'impegno attivo delle istituzioni, a partire dalla Regione Campania sinora colpevolmente assente». L'esponente del Pd aveva rivolto appena qualche giorno fa una interrogazione al governatore Stefano Caldoro per richiamare l'attenzione della Regione sullo stato di Carditello.