Se fossero condonabili sarebbero l'affare del secolo. Due "monolocali", una "villetta" e un "seminterrato", tutti con giardino, sorti a ridosso di Castel Sant'Angelo il cui muraglione fa da parete alle casette di questa "piccola Romania" de noantri. «Sono due settimane che dormiamo qui - dice un romeno con passaporto israeliano ("ho fatto sette anni nell'esercito israeliano"), che risiede con la moglie in una delle due tende». «Non sapevamo dove andare e ci siamo fermati qui», aggiunge un'amica che insieme al marito abita nel "monolocale" di fronte. Seduta in terra, davanti a secchio, sta lavando dei pantaloni. Si rende conto che si sono sistemati in un posto un po' azzardato, ma davanti alla disperazione di non sapere dove andare e come tirare avanti ha trovato con agli altri il coraggio di violare quel posto così importante. «Ci fotografano un sacco di turisti, ma nessuno ci lascia una moneta - continua la donna scherzando - Davanti all'entrata di Castel Sant'Angelo ci sono due tipi vestiti strani che stanno fermi tutto il giorno e fanno un sacco di soldi. Forse dovremmo farlo anche noi? Non diamo fastidio a nessuno - aggiunge con un senso di disperazione - non ci ubriachiamo e teniamo pulito. E poi, magari da qui passa il Papa. Magari ci vede e ci da una mano». Tutti e quattro vengono da Timisoara, sono in Italia da alcuni mesi. Fino a pochi giorni fa dicono di aver dormito nella grande tenda gialla sistemata lì a fianco. E' una tenda del ministero dell'Interno, ora vuota, con all'interno un paio dì ragazzi. «Loro non ci hanno detto nulla. Solo i carabinieri sono passati e ci hanno detto "domani andate via". E noi gli abbiamo detto sì, sì. Ma poi siamo rimasti. Non sappiamo dove andare». Un po' più invadente un nomade, anch'egli con passaporto romeno, che ha tirato su unabaracca di grosse dimensioni, in barba a ogni divieto. Il "palazzo", come lo chiamano i quattro romeni vicini "di casa", in effetti è alto abbastanza per starci in piedi e misurerà almeno tra i 6 e gli 8 metri quadrati. «Ci abita un rom senza una gamba - raccontano - E ha sei figli. Noi glielo abbiamo detto: ma perché hai tirato su quel "palazzo" che attira troppo l'attenzione». Nel condominio spontaneo e abusivo di Castel Sant'Angelo vivono altri due romeni. Fuori del loro seminterrato c'è un passeggino. Escono, presto la mattina e rientrano la sera tardi. «Adesso se scrivete di noi ci manderanno sicuramente via -dice la ragazza mentre strizza i pantaloni, ignorando il valore archeologico del monumento che hanno violato, anche se in buona fede - Ma almeno che qualcuno ci dia un lavoro. Abbiamo lasciato i nostri figli in Romania perché lì si guadagna troppo poco. Anche qui è dura, ma speriamo che vada meglio. Comunque, se ci manderanno via proveremo a spostarci sull'altro lato».