GIANNUTRI (Grosseto), 4 settembre 2014 - CI SONO isole che sono destinate a essere governate solo dalla natura. Una di queste è Giannutri, un lembo di terra che emerge nel Tirreno, bellissima e selvaggia, dove l'unico alfiere di una nobile presenza umana rimane l'antica villa romana che guarda il mare. Oggi Giannutri, perla dell'arcipelago toscano, compresa nel comune dell'Isola del Giglio, ha più enti che l'amministrano rispetto ai residenti che la abitano. La situazione è paradossale, tanto da essere considerata una caricatura perfetta della burocrazia kafkiana in cui solo l'Italia si sa incartare. In realtà c'è poco da fare ironia, visto che da anni un patrimonio archeologico come la dimora di epoca imperiale dei Domizi Enobarbi, del II secolo dopo Cristo, è chiusa da una recinzione, formalmente inaccessibile per motivi di sicurezza, ma sostanzialmente in balia di chiunque salti le transenne. NELL'OTTOBRE 2012 fece clamore la festa clandestina in salsa 'cafonal', ribattezzata 'toga party'. Su Facebook apparvero foto con persone vestite da antico romano, in posa nel baccanale allestito nel sito archeologico. Si gridò allo scandalo, ma tutto rimase uguale. Tanto furono illuminati allora i romani nel progettare la struttura, quanto oggi è diabolica la burocrazia nel disinnescare ogni tentativo di valorizzazione della villa. Costruita come residenza d'otium, di vacanza, la villa permetteva la sopravvivenza grazie a un sistema di cisterne che raccoglievano l'acqua piovana. Adesso i venti residenti di Giannutri, che in estate lievitano a 800 presenze, vivono una situazione di tensione con l'amministrazione del Giglio per l'approvvigionamento e i servizi. PER CAPIRE la difficoltà di sbloccare l'impasse in cui si trova l'isola, basta elencare la sequela di enti con competenze incrociate. Partiamo dal ministero dell'Ambiente, proprietario di Giannutri, acquistata dopo il fallimento della società Porto Romano. Sull'isola hanno discrezionalità anche l'Ente parco, il comune dell'Isola del Giglio, che amministra il territorio ma non ha la proprietà, l'agenzia del demanio, la Regione Toscana, la Soprintendenza archeologica, quella paesaggistica e quindi la direzione dei Beni culturali toscana. Tra vincoli, veti, adempimenti e mancanza di fondi, ogni annuncio di fruibilità del sito cade ciclicamente nel nulla. PIÙ VOLTE la villa romana è stata definita una piccola Pompei, con ovvio riferimento al suo lento disfacimento. In realtà il sito è stato completamente restaurato negli anni '80 dall'attuale responsabile di zona della Soprintendenza archeologica, Paola Rendini. Ma nel 2004 la villa fu chiusa per motivi di sicurezza e per mancanza di vigilanza. Sergio Ortelli, sindaco del Giglio, non ci sta a mollare sulla villa: «Tutti gli enti si siedono periodicamente a un tavolo ha detto per risolvere la questione. A breve la villa dovrebbe tornare a essere visitabile con guide ambientali». Lo stesso annuncio fu fatto anche sei anni fa. Speriamo che questa sia la volta buona.
GIANNUTRI - Circondata da un mare di burocrazia. La piccola Pompei rischia il tracollo
Giannutri, un'isola nel Tirreno, è governata da una serie di enti che l'amministrano, ma non abitano lì. La villa romana di epoca imperiale è chiusa da anni, a causa di vincoli e mancanza di fondi. I residenti dell'isola hanno difficoltà a ottenere servizi e approvvigionamento. La situazione è considerata una caricatura della burocrazia kafkiana. La villa è stata restaurata negli anni '80, ma è stata chiusa nuovamente per motivi di sicurezza. Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, ha detto che tutti gli enti si siedono a un tavolo per risolvere la questione, e che la villa dovrebbe tornare a essere visitabile con guide ambientali.
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