Nessuna opposizione ad uno strumento che determinerà una paralisi edilizia Palma di Montechiaro. Una grave lacuna tecnica e politica si è verificata al Comune palmese il cui territorio ormai sarebbe destinato a sottostare alle norme di salvaguardia previste dal Piano PAESAGGISTICO provinciale, in fase di approvazione da parte della Regione. Non avendo a quanto pare deciso di fare opposizione allo strumento urbanistico nei termini previsti dalla sua pubblicazione e non avendo deciso di aderire al ricorso al Tar presentato da alcuni Comuni e dagli ordini provinciali dei tecnici, i professionisti e i cittadini che dovessero decidere di intervenire per lavori di ristrutturazione o di ampliamento nelle loro abitazioni nel centro storico, saranno inevitabilmente danneggiati dalle restrizioni previste per il Comune palmese dal tanto contestato Piano PAESAGGISTICO. Il blocco della attività edilizia rischia quindi seriamente di dare un duro colpo all'economia e al settore edilizio locale, poiché nello strumento urbanistico provinciale non è stato tenuto conto delle perimetrazioni del centro storico, previste dal Piano regolatore generale, approvato nel 2005 dall'ex commissario straordinario Antonino La Mattina e dai Piani particolareggiati del centro storico, redatti negli anni 90 dall'urbanista Nicola Girolamo Leone. Addirittura -così come ci è stato riferito da alcuni professionisti i cui progetti sono stati bloccati a causa delle norme di salvaguardia, imposte dal Piano PAESAGGISTICO provinciale- la Regione nel redigere lo strumento si è avvalsa del vecchio piano di fabbricazione, approvato nel 1974 dal Consiglio comunale. Queste norme di salvaguardia prevedono l'allargamento del centro storico in maniera esponenziale. E cioè addirittura da via Palermo sino a piazza Cesare Battisti, davanti la chiesa di Sant'Antonio da Padova, nonché da corso Odierna, all'altezza del bar Roma, fino al viale Pirandello, all'altezza dell'omonimo plesso scolastico. Ma non solo, la zona di località Orti dove esistono diverse produzioni orticole in serra, è stata trasformata in zona A2 e quindi edificabile. Come si può notare sarebbe stato causato un danno incalcolabile per il futuro del territorio palmese poiché è stato sottovalutato l'appello per una valutazione dello strumento urbanistico da parte dell'architetto Rosario Bellanti, coordinatore del movimento "Ama la tua città" e dei consiglieri comunali Orlando Dicembre e Antonino Volpe. Interventi a cui questo giornale ha dato puntuale e opportuno risalto. Non si sa ora quali provvedimenti intenda adottare il sindaco Pasquale Amato di fronte ad una situazione non certo da sottovalutare che -come ha sottolineato il presidente di Cittadinanzattiva Domizio Mineo- dovrebbe fare riflettere coloro i quali al Comune avrebbero sottovalutato l'inadeguatezza e le linee operative di un Piano PAESAGGISTICO provinciale autenticamente «sciagurato per gli interessi del territorio palmese». FILIPPO BELLIA 03092014