Marsala.È un'autentica savana quella che in alcune zone di Mothia nasconde le tracce dell'antica colonia fenicia agli occhi dei visitatori. Un problema vecchio quello delle erbacce che crescono sulla più nota delle isole dello Stagnone (proprietà della Fondazione Whitaker), che per mancanza di sufficienti fondi (nonostante gli incassi dei biglietti d'ingresso pagati dai turisti) non si riesce a risolvere. E stavolta, pare, che la situazione abbia assunto proporzioni ancora più vaste. A denunciarlo, con un reportage fotografico e una relazione pubblicati su facebook, sono due marsalesi (Vito Trapani e Giacomo Manzo) approdati sull'isola dopo avere percorso a piedi l'antica strada sottomarina che da Birgi arriva a Porta Nord. Viene denunciata e documentata «una specie di giungla con erbe selvatiche comprensivi di (sommacco) piante selvatiche che diventano alberi». Una folta vegetazione che nasconde alla vista le antiche mura dell'abitato di Mothia. Nel luglio 2007, l'allora sindaco Renzo Carini, tra le iniziative annunciate per il «rilancio turistico dell'isola», inserì anche la pulizia straordinaria dei siti ARCHEOLOGICi che il Comune avrebbe effettuato, almeno per un po', con propri uomini e mezzi. Una misura che, però, non poteva che essere temporanea. I due autori del «reportage» evidenziano, poi, anche la presenza sull'isola di piccole pale eoliche da tempo non funzionanti e soprattutto di «cemento» lungo il percorso d'ingresso. Una notizia positiva arriva, invece, dal museo archeologico di Baglio Anselmi. Arrivati i fondi regionali, da ieri, infatti, sono riprese le pulizie dei servizi igienici (sospese dal primo maggio). A dare la notizia è il direttore del museo e dell'ente parco di Lilybeo Maria Luisa Famà con una nota con cui ricorda «che si è potuto far fronte alla situazione di grave criticità che si era creata grazie all'ammirevole iniziativa dell'Associazione "Amici del Parco archeologico di Marsala" che dal 20 maggio al 20 luglio ha coperto con i propri fondi le spese per la pulizia dei servizi igienici e poi, del gruppo "Insieme per Marsala" (Arturo Galfano, Giuseppe Cordaro, Michele De Maria, Filippo Maggio, Antonio Putaggio, Gregorio Saladino, Vito Umile) che è subentrato nel sostenere tali spese dal 21 luglio, consentendo che il Museo non venisse chiuso al pubblico». Iniziative di sostegno «importantissime», conclude la Famà, che «hanno dimostrato un'efficace attenzione». Sensibilità dimostrata anche dal commissario straordinario Giovanni Bologna che ha inviato gli operai del Comune per eliminare le erbacce dall'area di Capo Boeo. Antonio Pizzo 02092014