Martellate contro la scultura del maestro Rosati. La stele di Gizzi imbrattata con vernice rossa L'ultimo insulto alla memoria dello scrittore ROMA - Spray e martellate contro i monumenti a Pier Paolo Pasolini. Quello all'Idroscalo, nel luogo dove il grande poeta venne barbaramente ucciso, è stato nuovamente deturpato: qualcuno lo ha colpito di recente lasciando in terra, tra erbacce e rifiuti, le schegge dell'opera realizzata dallo scultore Mario Rosati. Poco distante, in piazza Gasparri, un'altra "aggressione", anche peggiore: la stele dello scultore Gaetano Gizzi è stat imbrattata di vernice rossa con disegni fallici. Si è salvato soltanto il terzo monumento, quello nella centralissima piazza Anco Marzio. E' la conferma del difficile rapporto tra Ostia e Pier Paolo Pasolini. Una storiaccia che va avanti da trent'anni. All'indomani dell'assassinio, infatti, suscitò rabbia tra gli abitanti l'accostamento del Lido a quell'artista che in molti giudicavano "scomodo". Oggi basta fare una passeggiata,, anche senza la vespa "cara" a Nanni Moretti, per rendersi conto che poco, davvero poco, è cambiato. Il monumento più vecchio è quello dell'Idroscalo. Per anni è stato abbandonalo in un vergognoso degrado tra montagne di rifiuti e un pascolo di pecore e maiali: come non ricordare l'imbarazzo dei rappresentanti di Governo negli anni Ottanta quando il presidente francese Mitterand, a Roma in visita ufficiale, chiese di poter visitare il luogo dove venne massacrato il poeta. Contro quel degrado venne lanciato un appello via internet dal sito www.pasolini.net che raccolse migliaia di sottoscrizioni da tutto il mondo. L'ex presidente del XIII municipio, il diessino Massimo Di Somma, propose di realizzare nella vicina Tor San Michele il museo di Pasolini, Ma l'idea è rimasta tale. Poi è arrivata la realizzazione del mirabolante Porto Turistico: i progettisti hanno ritagliato per Pasolini un «montarozzo spelacchiato e infernale», per dirlo alla Moravia, recintalo alla meno peggio. Non deve esser stato difficile varcare quel portoncino sbilenco, tra tappe-tini d'auto abbandonati e avanzi di pizza, e accanirsi ancora una volta contro Pasolini e la sua memoria: «Le schegge di cemento sono ancora bianche - nota un vecchietto che vive nelle baracche dell'Idroscalo -è un lavoretto fatto di fresco». Poche centinaia di metri più in là, da meno di due anni è tornata in piazza Gasparri una stele in ricordo ; del poeta:' nel 1983 i venne depositata abusivamente dallo scultore Gizzi e dai comitati cittadini che intendevano dare una dignità culturale ad un quartiere troppo spesso al centro delle cronache nere. Ma poi, in seguito al restyling della piazza (una delle "cento" della giunta Rutelli), durante i lavori la stele venne rotta e quindi rimossa. Soltanto nel 2002 un altro presidente del municipio. Davide Bordoni (trentenne di Forza Italia), dopo aver superato lo scetticismo dei suoi colleghi di maggioranza, è riuscito a ricontattare lo scultore e a riportare la sua opera in piazza, proprio al centro del parco. È lì, ancora senza targa. E in questi giorni (il rosso della vernice è "vivo") qualcuno, forse uno dei ragazzi di strada dei terzo millennio, si è armato di una bomboletta spray e l'ha imbrattata con inequivocabili simboli fallici. Si è salvato, viene da dire per ora, il terzo monumento, quello di piazza Anco Marzio. Quando nel '93 venne decisa la sua collocazione al centro di Ostia, gli abitanti della zona protestarono a lungo. «Di Pasolini si riempiono tutti la bocca ma poi nessuno fa niente -sbotta Bordoni -Noi, come municipio, ogni anno organizziamo iniziative in memoria dell'artista. E adesso interverremo subito per rupulire la stele di piazza Gasparri. Mi chiedo solo come mai in tutti questi anni nessuna istituzione abbia mai stanziato finanziamenti?».