Aria tesa negli uffici di piazza Duomo L'archeologa difesa da tutti si trincera dietro un secco «no comment» Riunioni fiume, incontri top-secret. Sono ore calde quelle che vivono dirigenti e dipendenti della SOPRINTENDENZA ai beni culturali. A Beatrice Basile potrebbe essere dato il benservito da un momento all'altro, visto che la Regione ha avviato l'iter procedurale per la sua rimozione. Lei non parla e si trincera dietro un secco "no comment". Negli uffici di Piazza Duomo e in quelli distaccati di via delle Vergini (dove ha sede la sezione archeologica) e di via Amilfatania l'aria resta tesa. L'unica certezza è che tutti, in SOPRINTENDENZA, hanno fatto quadrato attorno a Beatrice Basile. «La sua preparazione non si discute, i suoi titoli neanche. Sarebbe un errore rimuoverla dall'incarico ma - si lascia sfuggir un dipendente - sappiamo tutti come vanno queste cose. Comanda la politica ed i giochi di potere forse impongono altre scelte». Su tutto ha inciso anche il ricorso vinto da Micali, il quale, avrebbe comunque possibilità vicine allo zero, di tornare a guidare la SOPRINTENDENZA aretusea. E allora, cosa sta succedendo? Indubbio che il caso abbia matrice politica. Verdi e Siciliantica si sono schierati al fianco della Basile. A generare una situazione di assoluta confusione sarebbero alcuni grandi progetti di natura infrastrutturale come quello che riguarda l'ampliamento del porto piccolo (per il quale sarebbero già stati stanziati 200 milioni di euro) e la realizzazione di un resort, progetti invisi agli ambientalisti che, infatti, si schierano dalla parte della Basile. «E' un atto osceno - ha detto senza giri di parole il segretario provinciale dei Verdi, Giuseppe Patti - che non può essere accettato. Forse la Basile risulta scomoda a qualcuno a Palermo ma a mio avviso le soprintendenze dovrebbero sfuggire completamente agli arbitrii e agli opportunismi della politica. «Alla luce di quanto sta accadendo, ritengo che, se fossimo all'epilogo di questa vicenda - va giù duro Patti - ci troveremmo di fronte ad un atto che difficilmente non potremmo etichettare di chiaro stampo mafioso perché mai ci saremmo aspettati da questo governo regionale decisioni di questa natura. Chiederemo al prefetto e al questore di attuare un livello di tutela adeguato per la sicurezza della dottoressa Basile». Sulla stessa falsa riga, Siciliantica, associazione con sede a Catania. «Dopo avere superato indenne il ricorso del suo predecessore, la dottoressa Basile - si legge in una nota - adesso deve subire, immeritatamente, l'avvio dell'iter di revoca della sua nomina. Tale provvedimento, a nostro parere, rappresenterebbe una gravissima minaccia al patrimonio culturale della città aretusea, soprattutto in vista delle importanti decisioni che, a breve, andranno prese su aspetti urbanistici e ambientalistici determinanti per il futuro della città». 04092014