"LA PRIMA battaglia i ragazzi del cinema America l'hanno vinta. Gli atti per il vincolo di destinazione sono già avviati e quindi già operativi". Arriva da Twitter la rassicurazione del ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini. E dal suo entourage precisano che anche l'iter per il vincolo sui mosaici di Pietro Cascella e Anna Maria Cesarini Sforza è già stato avviato. La storica sala di Trastevere, insomma, non potrà essere abbattuta né trasformata in palazzina residenziale, pur con uno spazio dedicato a attività culturali, come prevedeva il progetto presentato dai proprietari. Che aveva fatto scattare l'occupazione due anni fa. Lo conferma anche l'assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli: «Il vincolo annunciato è già operativo e di questo dovrà tener conto chiunque pensi a un intervento in quella realtà». Quella dei molti ex cinema romani «in abbandono o soggetti a spinte per trasformarli in tutt'altro», ammette l'assessore, «è una questione spinosa su cui stiamo lavorando. Abbiamo censito gli spazi e stiamo analizzando le diverse realtà». Anche perché «c'è la questione, come nel caso dell'occupazione dell'America, di esperienze di spazi per la cultura non istituzionali sul territorio. Si tratta di cercare soluzioni perché l'offerta culturale non venga cancellata. Il nostro impegno è di dare risposte, su quel territorio, alla domanda di creatività, di fruizione culturale e di aggregazione». Ma i residenti, che fin dall'inizio hanno sostenuto l'occupazione dell'America e oggi parlano di «miopia politica» riguardo allo sgombero, temono che ora, dopo l'installazione delle nuove porte di ferro che chiuderanno di nuovo il cinema, «si avranno altri 14 anni di degrado per questa struttura e quindi per la strada e il rione».