IL NUMERO di occupati in regione è pari al solo 7 del totale nazionale, con una disoccupazione attestata al 21,5 - tra 15 e 24 anni si tocca la cifra record del 51,7 - e con il 36 degli under 30 che né studia né è alla ricerca di un lavoro. Di conseguenza, la popolazione a rischio povertà è giunta alla soglia dei 3 milioni, praticamente il 50 della popolazione totale, mentre quella che versa in condizioni già di povertà ne rappresenta il 26. Viviamo questa tragedia quotidianamente sulla nostra pelle, nelle nostre famiglie, tra i nostri amici più cari visto che si tratta ormai del tema dominante di conversazione nel pranzo della domenica a casa dei genitori, o nelle serate passate con gli amici davanti a una pizza. Nessuno più di noi guarda in faccia la realtà. Proprio per questo, chi ha scelto di avere responsabilità istituzionali o di occuparsi della cosa pubblica, non può sottrarsi alla sfida di elaborare nuove idee per rilanciare il tessuto economico di un territorio collassato e ripiegato su se stesso in un triste cupio dissolvi. Quali politiche industriali per rilanciare un settore manifatturiero una volta eccellenza diffusa dell'intero Mezzogiorno e del Paese? Su quali settori strategici puntare, con quali strumenti operativi - in termini di semplificazioni, accesso al credito, incentivi e agevolazioni - per rafforzare l'industria, e con quali risultati attesi? Come costruire un dossier "blue economy" che ci consenta di valorizzare al massimo e con politiche integrate la "risorsa mare"? Cantieristica navale, industria armatoriale, crocierismo, turismo, pesca e filiera ittica, logistica commerciale, diportismo, autostrade del mare: possiamo immaginare che un pezzo importante della ripresa del Pil e dell'occupazione scaturisca da un grande e strategico impegno coordinato sul tema? Con sei Siti Unesco su 44 del Paese, tra i quali il sistema archeologico vesuviano secondo in Italia per numero di visitatori solo al Colosseo, è possibile immaginare che una politica di valorizzazione dei giacimenti e dei grandi attrattori culturali finalmente posti in contesti territoriali accoglienti e ricchi di infrastrutture e servizi, ci consenta di costruire su questo asse d'intervento almeno il 20 della ricchezza che si produce su scala regionale? Quale vision - e quindi poi quali azioni, misure, interventi, programmi, strumenti sarà utile programmare, realizzare e utilizzare in questa direzione? Per fare tutto ciò, in questi tre settori ai quali ho voluto fare accenno e negli altri che si vorranno trattare, come utilizzare la leva del ciclo di spesa dei fondi strutturali 2014 2020? Attorno a quali, pochi, obiettivi strategici regionali? Con quali innovazioni nella governance amministrativa Autorità di gestione, soggetti beneficiari, strumenti di assistenza tecnica, ruolo territoriale della task force coesione e dell'Agenzia per la coesione territoriale per garantire una spesa quantitativamente e qualitativamente migliore rispetto ai cicli precedenti? Tra l'altro se non ripartono l'economia, la produzione, l'occupazione, se non si allarga la base imponibile grazie ad una ricchezza che, prodotta sul territorio, in parte venga poi reinvestita dalle istituzioni per accrescere la qualità dei servizi pubblici e di quelli alla persona, discuteremo ancora per anni delle carenze di trasporti, sanità, welfare senza tuttavia venirne a capo. Servono quindi proposte di merito convincenti, argomentate, strutturate, precise, costruite dentro un quadro di compatibilità normativa, di vincoli di finanza pubblica e con la declinazione degli strumenti amministrativi attuativi. A questo lavoro serve la Fonderia delle Idee, in assenza del quale l'unica candidatura auspicabile per svoltare in un contesto del genere sarebbe, forse, quella di Mago Merlino.
LA FONDERIA DELLE IDEE È UNA PROPOSTA DI GOVERNO
La regione ha il 7% di occupati, il 21,5% di disoccupati tra 15 e 24 anni e il 36% degli under 30 che né studiano né cercano lavoro. La popolazione a rischio povertà è di 3 milioni, il 50% della popolazione totale. La regione ha 6 siti Unesco e il sistema archeologico vesuviano è il secondo più visitato d'Italia. Per ripartire, si possono utilizzare le leva del ciclo di spesa dei fondi strutturali 2014-2020 e innovare nella governance amministrativa. Si devono definire obiettivi strategici regionali e strumenti di assistenza tecnica per garantire una spesa migliore.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo