«HO VISTO che è circolato anche il mio nome, ma io sono un umile artigiano. E poi, questo commissario non avrà un compito facile, ci sono tempi ristrettissimi». Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture e unico campano nella compagine di governo, chiamato dal Pd a illustrare il decreto Sblocca Italia, scherza un po' sul suo coinvolgimento, schiva sorridendo la patata bollente, e nel descriverla come tale, svela un po' dello spirito con cui l'ormai famoso articolo 51 è stato redatto. «Il soggetto attuatore - dice Del Basso De Caro - avrà 40 giorni di tempo per mettere giù il piano, bonifica e riqualificazione ». Ci vorrà insomma uno sprint alla Bolt. E, forse proprio per questo, istituzioni e enti pubblici vanno in panchina. Il testo del decreto, di cui è imminente la pubblicazione sulla Gazzetta, è chiarissimo: questi protagonisti, dal Comune all'ultima soprintendenza, saranno chiamati in causa dopo, quando il commissario convocherà la conferenza dei servizi. Questa deve chiudere i lavori entro trenta giorni, poi sarà comunque il Consiglio dei ministri a decidere e a riconsegnare al commissario l'accordo di programma da far firmare ai vari soggetti, in una conferenza che deve esprimersi entro 10 giorni. In caso di ulteriori dissensi, il governo firma ugualmente l'accordo di programma, che sarà «variante urbanistica » di fatto. Il Comune è totalmente scavalcato, fatta eccezione per il fatto che il sindaco partecipa alla conferenza «su mandato del Consiglio». E l'ipotesi che l'incarico di commissario possa andare allo stesso sindaco pare tanto balzana che l'uomo di governo e il segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione evitano accuratamente di commentarla: «Da dove è uscita? Non spetta a noi una risposta». D'altro canto l'intero provvedimento pare puntare a un accantonamento di coloro che fin qui hanno avuto a che fare con Bagnoli. Fra gli obblighi che Del Basso De Caro illustra puntigliosamente c'è infatti anche quello sulla acquisizione dei suoli: «Il soggetto attuatore rileverà i terreni, a un prezzo determinato dall'Agenzia del demanio in base al valore di mercato ». Può darsi che la materia venga ulteriormente definita nel decreto di nomina del commissario e nel succesivo bando, «di evidenza pubblica, dunque internazionale», per la scelta dell'attuatore. In ogni caso è già possibile intravedere un approccio che supera anche la procedura fallimentare di Bagnolifutura in atto: lo Stato fisserà il prezzo con il quale quei terreni verranno prelevati da Fintecna e da altri creditori, e dunque anche la società di Cassa depositi e prestiti, tuttora in causa col Comune, uscirà di scena. Il tutto per consentire al soggetto attuatore, una figura davvero terza, di svolgere con pragmatismo il suo compito: studiare i parametri ambientali e urbanistici, e trovare le fonti finanziarie per avviare opere possibili. «Servirà anche una risposta dal sistema bancario - dice Del Basso - E ricordo che intanto abbiamo abbassato da 200 a 50 milioni il tetto per gli investimenti di project financing sottoponibili a defiscalizzazione». In questa cornice, non resta che attendere ora la nomina del commissario e il suo successivo bando per il soggetto attuatore. Del Basso De Caro conferma che il commissario potrebbe essere all'attenzione già del prossimo Consiglio dei ministri, ma pare difficile che se ne parli già nella seduta di venerdì. La filosofia del provvedimento inclina ormai verso la ricerca di un manager più che di un funzionario dello Stato. Ma fra i parametri ancora in discussione c'è anche la valutazione di come il nome del designato, scelto in Campania o fuori, potrebbe influenzare il quadro preelettorale già agitato dalle primarie del Pd. A meno dunque di una forzatura di Renzi, la nomina slitterà alla prossima settimana. In quel momento anche il Comune potrà misurasi con la scelta concreta e non solo con le anticipazioni e preoccupazioni. Fra queste ultime ne avanza però un'altra: l'articolo 10 del decreto di "misure urgenti per individuazione e realizzazione di impianti di recupero e incenerimento" e sancisce che entro novanta giorni dalla entrata in vigore del decreto il governo, su proposta del ministero dell'Ambiente, individua con decreto apposito questi impianti da realizzare "per conseguire l'autosufficienza a livello nazionale e superare le procedure di infrazione». Inoltre questi impianti saranno "strategici di preminente interesse nazionale". Parole dietro le quali si intravede un possibile commissariamento del Comune anche in questa materia.
CAMPANIA - Del Basso De Caro accelera "Piano Bagnoli in 40 giorni le banche collaborino"
Il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, ha spiegato come il decreto "Sblocca Italia" prevede la nomina di un commissario per gestire la situazione di Bagnoli. Il commissario avrà 40 giorni per mettere giù un piano di bonifica e riqualificazione, e il testo del decreto è chiarissimo su questo punto. Il Comune sarà chiamato in causa dopo la conferenza dei servizi, e il sindaco parteciperà alla conferenza su mandato del Consiglio dei ministri. Il provvedimento include anche l'acquisizione dei suoli e la valutazione dei parametri ambientali e urbanistici.
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