PIANO paesaggistico, il governatore Enrico Rossi mette mano al correttore. Dopo i giorni dell'offensiva dei produttori di vino, che hanno portato dalla loro prima i sindaci e poi lo stesso Pd toscano, la battaglia dei vigneti trova il suo pacificatore. Il presidente Rossi raggiunge il Castello di Nipozzano a Pelago per stringere la mano ai marchesi Frescobaldi, titolari dell'omonima azienda vinicola. E la battaglia cambia verso: «Che impressione ne ho di tutta questa discussione sui vigneti? Che c'è un problema di linguaggio, quello del Piano deve essere cambiato perché troppo accademico», dice il presidente toscano. Ma non solo il linguaggio. «Il Piano regionale definisce direttive per 20 ambiti e dobbiamo renderle sufficientemente chiare in modo da evitare anomale interpretazioni da parte dei Comuni». Da evitare cioè le 'arlecchinate', come le chiama Rossi: ovvero che si applichino in un modo in alcune zone della Toscana e in un modo diverso in altre zone, proprio come il vestito di Arlecchino. La riscrittura del Piano paesaggistico adottato all'inizio di luglio comincia da qui, secondo Rossi. E' il Piano che ha portato zizzania fin dentro lo stesso governo della Regione, perché contro la gigantesca opera di 3mila pagine più lunga di un terzo di 'Guerra e pace' (nell'edizione Mondadori) firmata dall'assessore all'urbanistica Anna Marson, si è scagliato anche il responsabile agricoltura Gianni Salvadori. Raccogliendo nel merito le accuse di 'dirigismo' e di eccessiva burocratizzazione inviate dai consorzi di tutela e dagli stessi sindaci all'indirizzo personale dell'assessore Marson. Ma adesso le parole del governatore, che era sembrato fin qui schierarsi con la propria responsabile dell'urbanistica, aprono una nuova fase. «Sono sicuro che riusciremo a trovare un punto di equilibrio», aveva già detto Rossi giorni fa annunciando il dialogo con i produttori. Adesso però siamo un passo oltre, perché il governatore riconosce l'esigenza di modificare il testo adottato ma non ancora approvato in via definitiva: «Entro questo settembre si possono presentare le osservazioni al Piano e invito a farlo, perché in questi 15-20 giorni che ancora mancano si può fare un buon lavoro». L'obiettivo del resto è arrivare all'approvazione finale del Piano paesaggistico, dice Rossi, entro ottobre-novembre. Con largo anticipo sulla campagna elettorale che porterà a fine marzo al voto regionale. E a questo punto, dopo il 'placet' offerto dal premier Renzi, alla conferma dello stesso Rossi sulla poltrona di presidente della Toscana. (m. v.)