Quasi 700 gli autorizzati, tanti senza permessi. E molte pratiche ferme La riesplosione dell'emergenza movida, oltre che dai fiumi di alcol, è alimentata anche da due fattori: la violazione delle regole da parte dei commercianti e la macchina amministrativa ingolfata di Palazzo Vecchio. E la proliferazione incontrollata dei dehors in città è lo specchio di una situazione che, negli ultimi mesi, ha raggiunto dimensioni preoccupanti. A Firenze risultano autorizzati 662 gazebi all'esterno di locali: 137 si trovano fuori dal centro, mentre ben 525 sono concentrati nell'area Unesco, quella che dovrebbe essere sottoposta a speciali tutele. Dicevamo delle rispettive responsabilità di commercianti e Comune. Tra i primi, come dimostrano i rapporti delle multe contestate dalla polizia municipale, ci sono violazioni delle regole. Diversi i gradi di gravità riscontrati: si va dal dehors totalmente abusivo a quello con il permesso scaduto. Dall'altra, però, vanno registrate anche le responsabilità di Palazzo Vecchio: i tempi di risposta alle autorizzazioni richieste dai gestori dei locali sono molto lunghi. Durante l'interregno tra l'amministrazione Renzi e quella di Nardella, sui tavoli della direzione Sviluppo economico si erano accumulate la bellezza di 130 richieste per installare dehors. E in molti casi, giocoforza, in mancanza di risposte gli esercenti si sono spinti nel limbo, violando le regole con la speranza di porvi rimedio al più presto. L'eccessivo numero di dehors non crea solo un danno al decoro di una città fragile come Firenze, ma soprattutto peggiora la vivibilità nei quartieri più «insonni» come Santa Croce, San Niccolò, Sant'Ambrogio e Santo Spirito. Nelle zone più frequentate dalla movida, avere o meno il gazebo esterno può influire fino al 40 per cento sul fatturato. Insomma, di questi tempi, riuscire ad ottenere le autorizzazioni è un po' come vincere un terno al lotto. Se però il Comune non applica il pugno duro sul rispetto delle regole, allora il rischio è che l'emergenza movida si allarghi a macchia d'olio piuttosto che essere risolta. Facciamo l'esempio più eclatante: nel quartiere di San Niccolò, in via dei Bastioni proprio a ridosso delle mura trecentesche, ha da poco aperto un nuovo ristorante, il cui gestore ha subito installato un ampio dehors che occupa ben quattro posti auto. Dai controlli dei vigili, questa struttura è risultata completamente abusiva. La municipale ha già sanzionato il locale con due verbali piuttosto salati, ma la pedana è ancora lì. Davanti a un caso del genere che torna in mente la riflessione di uno dei vigili impegnati nelle notti dello scorso week end a controllare i locali di Santo Spirito: «Molti commercianti, purtroppo, preferiscono pagare le multe e rischiare conseguenze penali, piuttosto che rinunciare ai tavolini e al relativo incasso». Il problema è che, anche davanti a situazioni di palese illegalità, usare le maniere forti non è facilissimo. Anche in un caso eclatante come quello di San Niccolò, la polizia municipale può limitarsi a contestare le violazioni dell'articolo 20 del codice della strada (appena 100 euro) e dell'articolo 1 del Regolamento comunale per l'occupazione delle aree pubbliche (altri 160 euro). Nei casi in cui il cavo dell'energia elettrica per alimentare il gazebo è «volante», anziché passare sotto il marciapiedi, scatta un verbale da 600 euro per la violazione dell'articolo 23 del codice della strada. Ma perché in casi del genere non scatta la rimozione coatta? Sarebbe questa la migliore risposta per invitare i locali vicini a non seguire cattivi esempi. L'assessore allo Sviluppo economico, Giovanni Bettarini annuncia il pugno duro, dopo il caos scoppiato in Santo Spirito tra dehors fuori norma e tavolini espansi a macchia d'olio all'esterno della copertura (otto locali multati sui nove controllati dai vigili): «Se i dehors abusivi non saranno rimossi lo inizieremo a fare noi. Paradossalmente la legge ci impone di farlo a nostre spese, ma lo faremo. Finora non è mai successo, ma c'è sempre una prima volta: basterà una provvedimento del dirigente dello Sviluppo economico e da ora in poi entreremo in azione. Basta furbi: la linea decisa con il sindaco Nardella è quella del rigore assoluto. Il Comune, dal canto suo, si sta impegnando al massimo per far ripartire la macchina e i commercianti virtuosi troveranno la nostra porta sempre aperta». Il primo esame, fondamentale per Palazzo Vecchio, è fissato per il 15 novembre, quando scadranno circa 250 autorizzazioni triennali di dehors in tutta la città. Riuscirà la «macchina» comunale a cambiare marcia?
Firenze. La moltiplicazione dei dehors. Meglio una multa che toglierlo
A Firenze, quasi 700 gazebi sono autorizzati all'esterno di locali, ma molti sono installati senza permessi. La proliferazione dei dehors è alimentata dalla violazione delle regole da parte dei commercianti e dalla macchina amministrativa ingolfata di Palazzo Vecchio. Il Comune ha già multato molti locali, ma la pedana è ancora lì. L'assessore allo Sviluppo economico, Giovanni Bettarini, annuncia il pugno duro contro i dehors abusivi. Il Comune si impegna a far ripartire la macchina amministrativa e i commercianti virtuosi troveranno la porta aperta. Il primo esame è fissato per il 15 novembre, quando scadranno circa 250 autorizzazioni triennali di dehors.
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