Interventi impegnati, colti, intriganti agli Stati Generali della Cultura che il neo assessore Silvio Maselli ha aperto ieri a Bari. Ma nessuno ha suscitato più interesse di quello dell'ex assessore Nicola Laforgia che ricordando la sua contrastata esperienza nella prima sindacatura di Emiliano ha augurato al collega di essere più sostenuto nel percorso che ha intrapreso da qualche mese. Cosa ancora più singolare perché l'ex assessore non è intervenuto di persona ma ha inviato un intervento scritto. Letto con molto aplomb dal nuovo. La realizzazione di un ostello della gioventù. Più attenzione al turismo «business». Cartelli in inglese. Sostegno al pubblico (e non soltanto agli operatori dello spettacolo). Educazione nelle scuole. Una grande statua di San Nicola che diventi simbolo della città. Sono queste alcune delle proposte fatte ieri durante la prima giornata di «Arriva Godot», la «Conferenza generale delle culture e del turismo a Bari» organizzata dal Comune e voluta da Silvio Maselli, 39 anni, ex direttore della fondazione regionale Apulia film commission, dallo scorso luglio assessore alle culture e al turismo per la giunta guidata da Antonio Decaro. Un ruolo, quello di assessore alla cultura, che non è esistito a Bari negli ultimi cinque anni (la delega è stata infatti trattenuta dal sindaco Michele Emiliano). E ieri il riferimento agli ultimi cinque anni «bui», «disastrosi» era presente in diversi dei circa 50 interventi. L'obiettivo della conferenza (si conclude oggi con la stessa formula, interventi di 7 minuti ciascuno dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30 nella Sala Murat, ingresso libero) è di ascoltare le proposte degli operatori della cultura e del turismo, tra artisti, esercenti e rappresentanti istituzionali. «Inauguriamo un metodo di governo con il quale mettiamo al centro delle scelte, sempre e comunque, la partecipazione», ha detto ieri il sindaco Antonio Decaro, che ha aperto la giornata (e che ha anche ricordato la gallerista Marilena Bonomo, scomparsa di recente). A seguire hanno parlato attori, registi, commercianti, rappresentanti istituzionali e di categoria, rappresentanti di associazioni e festival. Per Silvia Godelli, assessora regionale a Mediterraneo, cultura e turismo, «Bari deve tornare a coltivare la sua ambizione di essere una delle capitali culturali del Sud» e deve «costruire rapporti virtuosi con tutte le amministrazioni del territorio». Per la Regione sono intervenuti anche Angela Barbanente (assessora alla qualità del territorio), Antonio Princigalli (coordinatore di Puglia Sounds, che ha auspicato «agevolazioni per incentivare la partecipazione delle nuove generazioni alle attività culturali»). Francesco Palumbo, direttore dell'area «Politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti» della Regione, ha ricordato che ci sono fondi statali o europei da utilizzare: «il problema non sono le risorse, ma la strategia e la qualità dei progetti». Antonio Piccirillo, direttore dell'agenzia regionale Pugliapromozione, ha invece fornito alcuni dati sulle presenze turistiche: «Bari è al primo posto nella regione per l'arrivo di turisti italiani e internazionali. Ma la permanenza media in Puglia è di 4-5 notti, mentre a Bari è solo di 1,3 notti». Piccirillo ha aggiunto che Bari può investire maggiormente nel turismo «business». Giuliano Volpe, archeologo barese e presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, ha ricordato che bisogna «superare la visione proprietaria del patrimonio culturale: i beni culturali non sono degli specialisti». È intervenuta anche Maria Carolina Nardella, soprintendente ad interim della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, che ha ricordato alcuni progetti, dai lavori a Santa Scolastica («speriamo di inaugurare almeno la prima parte del museo alle fine di settembre o a fine ottobre») a quelli per Santa Chiara, dove sarebbero trasferiti gli uffici della soprintendenza che oggi occupano il Castello Svevo («così potremmo liberare il Castello dagli uffici e mostrare al pubblico quello che c'è nei depositi»). Tra i vari intervenuti anche i rettori dei due atenei baresi (Antonio Uricchio per l'Università e Eugenio Di Sciascio per il Poltecnico), il presidente della Camera di commercio di Bari Alessandro Ambruosi e il sovrintendente del Petruzzelli, Massimo Biscardi. Tra le tante proposte concrete: aumentare i cartelli in inglese, organizzare rassegne e spettacoli nelle piazze a rischio (come piazza Umberto) o nelle periferie, agevolare l'apertura di un ostello della gioventù. C'è anche chi l'avvocato Enzo Varricchio ha ricordato un'idea che circola da tempo, quella di realizzare una grande scultura raffigurante San Nicola che diventi simbolo della città. I partecipanti ci si prenotava via Internet sono stati circa 200. Gli interventi totali per le due giornate sono 115. «Sono molto contento per questa prima giornata, è andata esattamente come mi aspettavo. È stato un dibattito poliedrico, con differenti punti di vista e sensibilità, che credo di essere in grado di portare a sintesi con le mie conclusioni», ha detto a fine giornata l'assessore Maselli. Tutti gli interventi sono stati registrati e saranno trascritti e pubblicati sul sito del Comune di Bari. Oggi, invece, Maselli, concluderà la conferenza («è la prima edizione, la ripeteremo ogni anno a inizio estate») presentando «le linee guida del mio lavoro, già predisposte dal mio assessorato».