È scomparso Palazzo Reale, la cui intera facciata è stata ricoperta da un ponteggio metallico. È l'effetto della paura di nuovi crolli in città. Stessa sorte è toccata al porticato del San Carlo, imbracato e non più fruibile né dai napoletani né dai turisti. Intanto, ieri si è registrata la caduta di calcinacci in due punti della città: prima in via Verdi, sede del Consiglio comunale di Napoli (sfiorato un vigile urbano), poi in via Cervantes. Transennapoli, città bendata da ponteggi e reti di protezione NAPOLI Bendata come la dea senza che la fortuna c'entri molto. Da mesi Napoli procede al ritmo di (almeno) un crollo al giorno con conseguente «garza» sulle ferite che si moltiplicano su facciate e cornicioni dei palazzi storici, ma anche solo vecchi e banalmente privi di manutenzione. Ieri è tornata la paura in pieno centro, proprio a pochi metri dalla Galleria Umberto dove a luglio scorso è stato ucciso da un pezzo di intonaco crollato dall'alto il quattordicenne Salvatore Giordano. In via Cervantes al civico 63 pezzi di cornicione sono caduti a ridosso della zona pedonale della city, nelle ore di maggiore frequentazione e al rientro dalle ferie. E, solo per un caso, come scriviamo ormai da tempo, al momento del cedimento non c'erano passanti e quelli che c'erano non sono stati colpiti. Non come due giorni fa, quando ai Quartieri Spagnoli, in vico Lungo Teatro Nuovo, è stata ferita una nonna che portava in braccio un nipotino di appena un anno, coperto e salvato solo da un ombrello. Si commenta da sé questo fotogramma dell'ennesima tragedia sfiorata, una scena in cui la fragilità della città diventa quella dei cittadini. Transennapoli aggiunge un altro scenario alla sua galleria del rischio (quella fotografica con più di centocinquanta foto la trovate sul sito www.corrieredelmezzogorno.it ). Via Cervantes, infatti, è stata transennata con il nastro bianco-rosso che in questi mesi sono diventati i nuovi colori cittadini. E ce n'è un terzo, l'arancione della rete di recinzione che circonda molti altri monumenti a un passo dallo sfarinarsi. Tra gli altri il museo civico Filangieri in via Duomo e l'Accademia di Belle Arti, meta-simbolo dei beni culturali incerottati. A un turista che non conosca Napoli, la città si presenta come avvolta da una sorta di cordone sanitario. Qualcuno più esperto di arte contemporanea potrebbe pensare che Palazzo Reale completamente imbracato e il San Carlo, che lo è in parte, siano stati oggetto di un intervento di Christo, l'artista che a Berlino ha impacchettato il Reichstag e a Roma Porta Pinciana. Ma ovviamente la realtà napoletana è superiore alla land art. Tutta Napoli è Transennapoli , non sono risparmiate neanche le sedi delle istituzioni. Clamoroso, infatti, è stato il crollo di via Verdi, dove dal palazzo che ospita il Consiglio comunale si sono staccate pietre dalla base di un balcone e hanno sfiorato un vigile urbano. Si tratta del secondo crollo all'edificio contiguo a Palazzo San Giacomo. Venerdì scorso era stato messo in sicurezza il lato su via Santa Brigida. Transennapoli continua .