Lo storico dell'arte lancia una proposta: «Il ministero la prepari, come accade all'estero» Favorevole o contrario al prestito della tela di Caravaggio? Contrario, senza appello, lo storico dell'arte e dell'architettura Cesare de Seta. Che qualche giorno fa si era già apertamente schierato contro la proposta di Sgarbi di spostare a Milano per l'Expo i Bronzi di Riace. Anche nel caso dell'opera napoletana, de Seta ribadisce la sua posizione: «La mia opinione su questi temi è chiara da anni. Opere come i bronzi calabresi e come le 'Sette opere della misericordia' sono di tale inequivocabile delicatezza da dover restare per forza nei loro luoghi». Il Caravaggio napoletano potrebbe danneggiarsi nello spostamento? «È un'opera di enormi dimensioni, dovrebbe subire smontaggio e arrotolamento della tela. In teoria si può fare, impiegando molti soldi e molta cautela, ma è pur sempre un grave rischio. Però non si tratta solo di una questione materiale». E di cosa allora, professore? «C'è una più alta ragione di civiltà. Quel quadro è un patrimonio di tale ricchezza da dover essere tutelato dai proprietari e dal ministero in tutta la sua intoccabilità. E poi il ministero ai beni culturali dovrebbe fare ache altro». E cioè? «Dovrebbe finalmente redigere opera per opera, museo per museo, città per città, un elenco di tutti i lavori inamovibili. Come accade al Louvre o al Prado o al Metropolitan di New York che peraltro non presta mai nulla a nessuno. In pratica una rete di protezione per sottrarre a questo gioco perverso degli spostamenti i capolavori di tutto il paese. Tra l'altro, per l'Expo di Milano sono stati fatti i nomi più sorprendenti, da Botticelli a Caravaggio. E per quanto riguarda Napoli mi meraviglia che i diretti responsabili si siano mostrati così diplomatici». Troppo? «Mi sorprende questa diplomazia che sembra trasformarsi in disponibilità. Il loro obiettivo massimo dovrebbe essere quello di portare visitatori al Pio Monte della Misericordia. Tutta questa disponibilità a prestare mi sembra impropria». Ma se si trattasse di una grande mostra su Caravaggio, allora sarebbe favorevole? «Le valutazioni vanno fatte caso per caso. L'Expo è solo una fiera, di carattere diplomatico-commerciale. So che le 'Sette opere della misericordia' sono state già prestate ma questo precedente non è una giustificazione. Il problema è serio, ma la necessità è quella di uscire da questo meccanismo dando la certezza che alcune opere per nessuna ragione vanno mosse e la tela di Caravaggio rientra in questo catalogo ideale. Se poi per una eccezionale congiuntura venissero riunite, a Capodimonte o in qualsiasi parte del mondo, tutte le opere del Merisi allora potrebbe essere giusto spostare anche quel quadro, anche se devo aggiungere che di grandi mostre di Caravaggio ne abbiamo già viste tante».