Blitz notturno, disegnate con la vernice le aree per i tavolini Continua la politica del rigore del Campidoglio contro «tavolino selvaggio». Dopo piazza Navona è la volta di Campo de' Fiori dove la notte scorsa a partire dall'una gli addetti del Campidoglio hanno delimitato con la vernice bianca il limite di massima occupazione previsto dal Piano del Comune. Tra ironia e polemiche la maggiore preoccupazione è quella della salvaguardia dei posti di lavoro nei locali che affacciano sulla piazza. «Stiamo facendo rotazione nei turni per lavorare tutti, anche se di meno» dicono alcuni dipendenti. La riduzione del suolo per gli esercenti è di circa il 60. Dario Martelli, titolare dello storico ristorante «La Carbonara» ha presentato ricorso. Il Piano di occupabilità era comunque stato firmato dagli esercenti con il Comune il 13 agosto e già da quella data potevano presentare domanda per l'adeguamento ed entro 90 giorni realizzare le modifiche previste dal piano. Che riguardano anche la conformità nei complementi di arredo come tavoli, sedie, ombrelloni e strutture di separazione tra un locale e l'altro. Dopo il blitz di piazza Navona la frontiere si è spostata a Campo de' Fiori. Il rigore del Campidoglio contro «tavolino selvaggio» ha segnato la notte scorsa una traccia a terra con vernice bianca. In piazza Campo de' Fiori a partire dall'una di notte gli addetti del Campidoglio hanno delimitato con la vernice il limite di massima occupazione previsto dal Piano del Comune. «Sì lo sappiamo: fanno un campo di calcio, no?» ha ironizzato un cameriere della «Carbonara» lo storico ristorante vicino alla fontana. Ed è proprio dal locale storico che arriva la polemica più accesa: «Ho presentato ricorso al Tar. «Io passo da 109 metri quadrati a circa cinquanta, e non da abusivo ma con licenza regolare del Comune» ha detto Dario Martelli, titolare del ristorante ereditato dalla famiglia che lo gestisce da più di cento anni. «Non sono contro il rispetto delle regole, ma penso che non si punisca abbastanza chi non le rispetta». Il Piano di occupabilità era comunque stato firmato dagli esercenti con il Comune il 13 agosto. Già da quella data gli esercenti sprovvisti del regolare titolo di occupazione avevano la facoltà di presentare domanda al Municipio e ottenere un titolo provvisorio, poi entro 45 giorni potevano richiedere il titolo definitivo, corredando la domanda di progetto e planimetria. «Concediamo un periodo straordinario di 90 giorni per l'adeguamento, evitando così soluzioni drastiche di chiusure» aveva detto l'assessore a Roma Produttiva Marta Leonori. Ma la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro dilaga tra gli esercenti e i loro dipendenti. «Noi che siamo "fissi" stiamo facendo i turni per permettere a tutti di lavorare, ma i lavoratori saltuari sono stati mandati via» racconta una ragazza che lavora da «Sloppy Sam's». «Speriamo di riempire i tavoli dentro, ma bisogna considerare che i turisti vogliono stare fuori e guardare la piazza» aggiunge. Alla Pizzeria Ristorante Virgilio un dipendente ha gli occhi spaventati: «Ho il contratto a tempo indeterminato ma ho paura per il mio posto perché prima eravamo in 50 e ora siamo diventati 20». Gli spazi occupati dai tavolini si sono ridotti infatti già da un paio di settimane di circa il 60. E se sul piano di occupabilità del suolo pubblico si legge che le disposizioni mirano alla «tutela del patrimonio storico, culturale, artistico ed ambientale», l'architetto Fuksas seduto al tavolino di «Obikà - mozzarella bar» non è d'accordo. «Il decoro? ma basta guardare le strade piene di buche... Se questi esercenti pagano le concessioni perché non fargli mettere i tavolini? Il problema sono i controlli, in giro per Roma non si vede un vigile».
Roma. Campo de' Fiori, operazione decoro
Il Campidoglio ha lanciato un blitz notturno contro i tavolini selvaggi a Campo de' Fiori, delimitando con la vernice le aree per i tavolini. La notte scorsa, gli addetti del Campidoglio hanno delimitato con la vernice il limite di massima occupazione previsto dal Piano del Comune. Il ristorante La Carbonara, titolare Dario Martelli, ha presentato ricorso al Tar, affermando che la riduzione del suolo per gli esercenti è di circa il 60. Il Piano di occupabilità era stato firmato dagli esercenti con il Comune il 13 agosto e già da quella data potevano presentare domanda per l'adeguamento.
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