Cremona, 3 settembre 2014 - UN'EREDITÀ pesante quella di Palazzo Grasselli. La residenza cittadina della famiglia Grasselli, al civico 37 di via XX Settembre, dal 2006 è di proprietà del comune di Cremona, ovvero da quando è stata lasciata in eredità alla città. Da allora si sono succedute due amministrazioni, una di centrosinistra prima, guidata da Giancarlo Corada, e di centrodestra poi con Oreste Perri, ma di questo palazzo del '400 nessuno ha saputo cosa farne. Addirittura l'amministrazione Perri lo aveva inserito nel piano delle alienazioni del Comune, ma dopo una trattativa durata quasi otto mesi con un privato interessato a comprare tutto è sfumato. Oggi la nuova amministrazione Galimberti pare intenzionata a tenersi questo palazzo, bello e scomodo in tempi di austerity. "IL PALAZZO è stato tolto dal bando delle alienazioni del Comune. È un primo segno di interesse verso questo edificio", sottolinea il sindaco Galimberti che ha svolto un sopralluogo nello stabile recentemente. La vicenda di Palazzo Grasselli è piuttosto singolare, lasciato alla città di Cremona da Ippolito Grasselli con tanto di testamento e con una finalità di tipo culturale: "Intendo però che l'immobile, cessato l'usufrutto, sia in perpetuo o per gli usi attuali con l'utilizzo di redditi per gli scopi istituzionali del legatario oppure a scopi di istruzione e che, in ambo i casi, non venga alterato il carattere monumentale dell'edificio», si legge nel testamento. La passata amministrazione, nonostante interventi di tipo conservativo sull'immobile, come ad esempio quello sui tetti, si era affidata a un professionista esterno per verificare la possibilità di alienare lo stabile. Ma alla fine è stato l'intervento della Soprintendenza a bloccare la procedura, lasciando al Comune il compito di trovarne una destinazione. "Il primo passo è la valorizzazione del giardino interno a Palazzo Grasselli, giardino storico che potrebbe essere utilizzato per i bambini. Il secondo passo sarà quello di studiare una progettualità sul palazzo vero e proprio in un piano più generale che interessa il patrimonio. L'assessore Virgilio che ha la delega al patrimonio ha già preso in mano la questione, ma per questo serve più tempo", conferma il sindaco. NEI PIANI della nuova amministrazione a settembre si vorrebbe poter aprire il giardino del palazzo, che comunque i cremonesi hanno già avuto modo di conoscere grazie al Fai. Recentemente si è svolto anche un sopralluogo di assessori e tecnici del Comune. Anche se nel corso dei secoli il Palazzo ha subito molti interventi, ancora oggi rappresenta un vero e proprio gioiello a livello di architetture ed ambienti: ad esempio nel sottotetto, un tempo alloggio della servitù, si trova una stanza con un'ampia vetrata sul Duomo e sul Torrazzo considerata una delle viste più suggestive di Cremona.