PER Palermo e i suoi abitanti si prepara un altro autunno di trincee, cantieri e deviazioni del traffico con l'inizio dei lavori per l'anello ferroviario e le reti fognarie che vanno ad aggiungersi a quelli in corso per le linee del tram. Scavi e aree di cantiere che sorgeranno a macchia di leopardo coinvolgendo anche il cuore del centro città, fra via Emerico Amari e piazza Politeama. «Disagi che cercheremo di ridurre al minimo promette l'assessore alla Mobilità, Giusto Catania ma che sono necessari per consegnare a tutti una città con infrastrutture attese da tempo». Ma intanto la prima data da tenere d'occhio è quella del 10 settembre quando dopo anni di attesa come conferma Rfi delle Ferrovie dello Stato inizierà la costruzione del tratto sotterraneo della ferrovia metropolitana che dalla fermata Giachery arriverà in piazza Castelnuovo per poi proseguire fino piazza Lolli con la realizzazione delle due nuove fermate Porto e Politeama. In contemporanea partiranno gli scavi per la costruzione della fermata Libertà all'altezza di viale Lazio. Per molti mesi via Amari sarà chiusa prima per metà carreggiata, poi per l'altra mezza e successivamente rimarranno trincee in vari punti. In piazza Castelnuovo, vicino al palchetto della musica, aprirà il cantiere per la costruzione della fermata Politeama. Chiude anche l'intera piazza della Pace e la zona fra via Sicilia e viale Lazio dove sorgerà la stazione Libertà. Ma questo cantiere si incrocerà in parte con quello delle nuove reti fognarie per la grande conduttura che convoglierà verso il depuratore di Acqua dei Corsari i liquami di tutta la parte alta della città. Uno scavo lungo otto chilometri, contro i sei dei binari dell'anello ferroviario e che porterà le ruspe in via Roma, proprio all'altezza di via Amari, in via Cavour fra via Roma e piazza XIII Vittime e al Foro Italico fra la Cala e via Messina Marine lato monte. Anche questi scavi partiranno entro questo mese e bisognerà verificare quali effetti porteranno anche sulle isole pedonali del centro, quella fissa di via Maqueda e quella allargata dei fine settimana. C'è poi la questione più spinosa che riguarda i lavori per i tram. Da lunedì prossimo la Sis sarà "tecnicamente pronta" per avviare la demolizione del ponte delle Teste Mozze che attraversa il fiume Oreto e che comporterà la chiusura di corso dei Mille all'altezza di piazza Scaffa per quasi un anno. La ditta preme per iniziare immediatamente la demolizione che nel capitolato d'appalto è autorizzata a costo che sia presente una passerella per pedoni e ciclisti, che sarà pronta l'8 settembre. Il Comune, invece, è deciso a non autorizzare la demolizione se prima non sarà pronto il ponte Bailey da 300 mila euro che sarà realizzato dal Genio militare. Ma in questo caso i tempi si allungheranno di almeno un mese e mezzo. Se gli uomini dell'Esercito impiegheranno appena tre giorni per montare la struttura, le opere di preparazione in cemento armato che dovrà realizzare Sis prenderanno non meno di 30-35 giorni. E la ditta non nasconde che preferirebbe partire subito con i lavori per poter rispettare la più ottimistica delle date di conclusione dell'opera fissata a maggio anziché ad agosto e per non rischiare di ritrovarsi sotto la pioggia nei dieci giorni dedicati alla demolizione della vecchia struttura e nei mesi freddi nel pieno dei lavori. Dal Comune, al di là del no ufficiale di Giusto Catania, si mette polemicamente l'accento sulle «ferie estive degli operai Sis» che striderebbero con l'improvvisa fretta che adesso mostra la ditta per partire con la demolizio- ne. Da Vicenza sono pronti a partire i venti autoarticolati che porteranno i vari moduli prefabbricati che come enormi mattoni Lego diventeranno un avveniristico ponte ad arco sospeso lungo 30 metri e largo 28 che costerà tre milioni di euro. Intanto si cerca di accelerare i tempi anche in via Balsamo, vicino alla stazione centrale, dove sono stati trovati gli scheletri umani databili intorno al 1.300. Da domani le squadre di archeologi della Sovrintendenza saranno raddoppiate per poter riprendere i lavori al più presto.