IL MINISTRO Lunardi mi ha fatto la cortesia non solo di discutere con me e con Francesco Ghedini (ordinaria d'archeologia a Padova) il disegno di legge sull'archeologìa preventiva, ma anche d'accogliere alcune mie osservazioni. Gli dò perciò atto volentieri del suoimpegno in tal senso, e mi rammarico con lui (e coi suoi colleghi Urbani e Buttiglione) che quelle norme non siano entrate nel decreto-legge sulla competitività. Ma se esse, come dalla sua lettera risulta chiaramente, sono l'opposto del devastante emendamento che dà ad un Commissario straordinario potere di vita e di morte non solo sull'archeologia, ma sull'ambientee il paesaggio, non capisco perché tale emendamento non possa essere ritirato subito dal governo, visto che l'iter parlamentare del decreto-legge non è concluso. Questa norma incrina e snatura non solo la legge sull'archeologia preventiva (di là da venire), ma il Codice dei Beni culturali (in vigore da appena un anno), nonchéla Costituzione. Perché rimandare ad un futuro indeterminato in cui "correggere" il silenzio-assenso, e non cancellarlo domani? Perché una norma pessima va approvata subito, e quelle ottime devono aspettare?