Contec presenta una nuova versione: niente più corte ovest VERONA I promotori del project financing per il recupero dell'Arsenale di Verona, inizialmente sposato ma recentemente messo in discussione all'interno dell'amministrazione comunale di Flavio Tosi, sono decisi ad andare avanti. «Entro il mese di settembre presenteremo al Comune una rimodulazione del progetto, a quel punto speriamo venga presa una decisione in tempi brevi perché abbiamo investito molto tempo e molti soldi e non possiamo più aspettare», dicono i dirigenti della Contec. La società di progettazione veronese ha elaborato il progetto che - nella sua formulazione iniziale - prevedeva un investimento complessivo di oltre 50 milioni, compreso un contributo comunale di 12 milioni ricavato dalla vendita a Cariverona di Palazzo del Capitanio. Il nuovo progetto lascia completamente fuori la corte ovest, che rimarrà quindi nella disponibilità del Comune, prevedendo una riduzione proporzionale del contributo pubblico. «Ma non abbiamo ancora fatto i conti con precisione», spiegano il direttore generale di Contec Stefano Lappa e l'architetto Giorgio Ferrari, responsabile del progetto. Punto fermo del piano economico rimangono comunque i 99 anni di concessione, che tanto hanno fatto discutere in questi mesi scatenando le proteste dell'opposizione (in particolare nel Pd) e del «comitato per l'Arsenale». «Opporsi alla concessione è una posizione ideologica - dicono gli uomini Contec - visto che è l'unico modo per rendere finanziabile e sostenibile il progetto». Partner di Contec in questa avventura è Rizzani De Eccher, colosso friulano della progettazione. La scorsa settimana la società si è visto annullare dal Tar di Trieste l'interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Udine per un lotto di lavori per la terza corsia dell'autostrada A4 e che rischiava di pregiudicarne le commesse future in Italia (la maggior parte del fatturato è tuttavia all'estero). La prima formulazione del project per l'Arsenale risale alla primavera del 2012. Dopo una diversità di vedute tra il settore Estimo del Comune e l'Agec (incaricata di valutare la pratica), Palazzo Barbieri aveva incaricato una ditta esterna di valutare il piano, che era poi stato sostanzialmente approvato. All'inizio di quest'anno, la richiesta dei promotori di procedere con i lavori a stralci (una possibilità prevista dal decreto del Fare) si era scontrata con diverse perplessità, in particolare quella del vicesindaco Stefano Casali, che ha ereditato la pratica dal predecessore Vito Giacino. Casali ha sondato in questi mesi una strada alternativa al project : quella di rimettere in sesto l'Arsenale con risorse del Comune, ricavate dalla cessione di immobili «non strategici». Tosi, dal canto suo, ha ribadito che la sua amministrazione resta interessata a percorrere la via del project dei privati. In ogni caso, una volta approvato, il piano dovrà essere messo a gara alla ricerca di possibili proposte migliorative. Il cuore del progetto di Contec e Rizzani de Eccher rimane la corte centrale dell'ex Arsenale. Sono stati avviati contatti per farvi insediare una «città del gusto» del Gambero Rosso, con attività di ristorazione, bar, formazione e promozione dei prodotti del territorio, tutto all'insegna dell'alta qualità. Ma oltre alla gastronomia, ci sarebbe spazio anche per altre eccellenze locali, a partire da una scuola d'alta moda. Qui dovrebbe aver sede anche il teatro Laboratorio. «Ci hanno accusato di voler far speculazione, di voler insediare centri commerciali o supermercati, il che è falso», sottolinea Lappa. L'evoluzione del progetto, tra l'altro, ha portato alla rinuncia di una «piazza coperta», per un prevedibile stop della soprintendenza. Il resto del complesso dell'Arsenale resterebbe ad uso pubblico. In particolare, la palazzina di comando avrebbe funzione museale e congressuale, mentre gli edifici della corte est avrebbero funzione pubblica e sociale. Quanto alla corte ovest, verrà stralciata dal progetto. «E pensare che eravamo partiti proprio da qui, immaginando che vi si potessero insediare attività di alta formazione», rivela Lappa. Ora, se l'operazione andrà avanti, toccherà al Comune immaginare come riempirla.
Verona. Arsenale, il project non si ferma. Ma il Comune decida in fretta
La società di progettazione Contec ha presentato una nuova versione del progetto per il recupero dell'Arsenale di Verona, che prevede una riduzione proporzionale del contributo pubblico e la rimozione della corte ovest. Il progetto, che prevede un investimento complessivo di oltre 50 milioni, è stato modificato per rispondere alle perplessità del Comune. La società ha investito molto tempo e soldi nel progetto e spera di ottenere una decisione in tempi brevi. Il progetto prevede la creazione di un centro culturale e gastronomico nel cuore dell'ex Arsenale, con attività di ristorazione, bar, formazione e promozione dei prodotti del territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo