Lucca impari dall'Italia ciò che finora per pigrizia o per ignavia politica non ha imparato. Attorno al patrimonio storico-artistico, le principali esperienze italiane più innovative, per gradimento dei cittadini e proposta culturale, sono venute quando il privato e il pubblico, invece di considerarsi estranei o confliggenti, hanno unito le loro forze. Da Venezia a Milano, da Napoli a Torino, vi sono realtà che potrebbero insegnare molto a Lucca. Vicino Pompei, ad esempio, c'è lo straordinario sito archeologico di Stabiae, attorno a cui lavora la fondazione americana Ras (Restoring Ancient Stabiae), che riceve finanziamenti sia da donatori americani che italiani: i reperti antichi sono in mostra in vari Stati da quasi 4 anni, con forte riscontro di pubblico (prima i pezzi giacevano dimenticati nei depositi della Soprintendenza). Nell'ultima classifica di TripAdvisor, che premia i gradimenti del pubblico, il monumento che in percentuale riscontra il maggior gradimento dei visitatori in Italia è il Museo Cappella di Sansevero a Napoli, dove vi è esposto il notissimo Cristo velato. Tale Museo è gestito da privati. Dunque per gradimento, affidabilità e promozione, questo museo a conduzione privata ha riscontrato più pareri positivi dei musei statali e i visitatori sono in crescita. La Fondazione Musei Civici di Venezia ripaga i costi delle strutture con la bigliettazione, il merchandise e il fundrising (la sola bigliettazione copre quasi il 93 dei costi). E' un insieme di virtuosissima gestione pubblico-privato. Altri esempi positivi sono la Reggia di Venaria Reale, vicino Torino, o la Reggia di Monza. Che cosa hanno in comune queste realtà? I privati gestiscono, in toto o in parte, il patrimonio artistico e gli enti pubblici si adoperano per incentivare la migliore gestione possibile di queste bellezze, per creare rete di conoscenze e di rapporti attorno ad esse. Questo anche a Lucca deve accadere. La città rinascerà turisticamente quando avverranno questi cambiamenti: rete di musei e bigliettazione unica. La Domus Romana, esempio eccellente ed unico nella lucchesia di un privato che ha investito di tasca propria per scavare e allestire un museo sulle origini romane, deve avere un biglietto unico con il complesso museale della cattedrale, con Villa e Torre Guinigi, Palazzo Mansi e Lucca Museum. Villa Guinigi e Palazzo Mansi devono diventare fondazioni museali, così da avere managerialità di gestione. E soprattutto occorre che questi patrimoni siano messi in rete dall'ente pubblico, in modo che finanziamenti nazionali o europei possano essere ripartiti tra le varie realtà, trovando così ossigenazione reciproca. Questo è il futuro di Lucca. Siamo pronti per questo cambio decisivo? (Saggista, opinionista e membro di board della Fondazione Magna Carta)