Spiagge semivuote, ma centri commerciali, musei e cinema pieni. È l'altra faccia di questa pazza estate che ci ha portato poco caldo e tanto maltempo: la vacanza "al chiuso". Così i turisti delusi dal sole troppo pallido per sdraiarsi sui lettini o dai nuvoloni con frequenti temporali che ne hanno scoraggiato le passeggiate in montagna si sono consolati con i passatempo tipici della stagione fredda. Un giro in pinacoteca, due ore di svago di fronte al grande schermo o un salto all'outlet per dare un'occhiata alle vetrine e concedersi un acquisto in saldo. Rispetto al 2013 in luglio i visitatori paganti dei musei statali sono infatti aumentati del 10,7 per cento, tra la metà di luglio e la metà di agosto i biglietti staccati nei cinema sono stati il 30 per cento in più e nel weekend di Ferragosto i clienti che hanno affollato i centri commerciali romagnoli hanno avuto un'impennata pari quasi al 50 per cento. Il merito è stato naturalmente anche dei buoni titoli usciti in sala e, per i musei, delle nuove tariffe ministeriali e dell'iniziativa delle domeniche gratis partita due mesi fa ma le frequenti piogge e le temperature autunnali hanno fatto la loro parte. «Nelle località balneari quando il tempo è coperto invece di andare in spiaggia si fanno spese», spiega Fabrizio Cremonini, direttore marketing della società Igd che gestisce 31 centri commerciali in undici regioni. «In agosto in Romagna c'è stato un incremento notevole rispetto all'anno scorso, circa l'8 per cento, mentre nei fine settimana critici, quelli del 16-17 e del 23-24, a Ravenna, Faenza, Rimini il picco di clienti ha sfiorato il 50 per cento. In Abruzzo, Marche, Veneto, Lazio e Campania il maltempo è stato più feroce a luglio: ha piovuto sempre nei weekend e se per gli albergatori questa è stata una sfortuna a noi è andata bene, nonostante la crisi abbiamo contato il 5 per cento di presenze in più». Con i 177 millimetri di pioggia caduta a Torino il mese di luglio è stato il più bagnato dal 1893 e l'atmosfera autunnale ha fatto la fortuna dei musei piemontesi. Il Polo Reale ha avuto 42mila visitatori contro 17mila dell'anno scorso, il Castello di Agliè 5.700 contro 4.300, Palazzo Carignano ha staccato 1.400 biglietti contro 1.100. Ma un po' in tutta Italia gli svaghi culturali sono tornati protagonisti: al netto delle domeniche gratis (hanno prodotto un boom di visitatori, ma non di paganti) gli incassi sono saliti del 10,6 per cento, per un totale di 12,1 milioni di euro contro gli 11,4 del 2013. La seconda parte dell'estate è andata forte anche per l'intrattenimento sul grande schermo: tra metà luglio e metà agosto il circuito "The Space cinema" (36 multisala e 400 schermi da Milano a Napoli) ha ospitato un milione di spettatori in più rispetto al 2013. «Il clima ci ha dato una mano e non c'è dubbio che storicamente il meteo incida sui risultati al botteghino, ma anche le offerte e una programmazione che dà spazio a eventi rock e documentari hanno contribuito, soprattutto adesso che la crisi ha accorciato i soggiorni», spiega il direttore marketing Francesco Di Cola. «Se i titoli sono buoni chi resta in città ne approfitta per godersi film che d'inverno non ha tempo di vedere, i margini di crescita sono importanti». Per la storica del turismo Annunziata Berrino, docente all'Università Federico II di Napoli, il clima anomalo ha favorito chi non si è potuto permettere le vacanze e almeno non ha sofferto il caldo. «Come tanti giovani senza lavoro: hanno rinunciato al viaggio ma un film in più o una mostra se la sono concessa». Cristiana Salvagni