LA RIVOLUZIONE dei beni culturali investe la Campania. Con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, varato venerdì dal governo Renzi, 20 monumenti italiani diventano autonomi e vengono affidati a direttori da scegliere tramite selezione pubblica anche all'esterno del ministero dei beni culturali. Cinque sono in Campania: oltre alla soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia, già dotata di autonomia dal 1998, diventano musei di rilevante interesse nazionale la pinacoteca di Capodimonte, il Museo archeologico nazionale di Napoli, la reggia di Caserta e l'area di Paestum. I nuovi direttori potranno essere anche stranieri. La scommessa del ministro Dario Franceschini è quella di svincolare musei importanti come l'Archeologico di Napoli o Paestum dalla gestione ordinaria delle soprintendenze e di affidarle a manager in grado di migliorare offerta e servizi al pubblico. Altra novità è la nascita del Polo museale della Campania, che ha il compito di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice dei beni culturali e creare un sistema museale tra musei pubblici e privati: la sede non è ancora stata individuata. Accorpate invece le soprintendenze ai beni storico-artistici e quelle architettoniche: nascono le nuove soprintendenze uniche "belle arti e paesaggio". Sarà un successivo decreto ministeriale a individuarle. La scelta della reggia di Caserta e del museo di Capodimonte come musei di interesse nazionale dovrebbe portare alla nascita di tre soprintendenze "belle arti e paesaggio" in Campania: una per Napoli, una per Salerno e Avellino e l'altra (già esistente) per Caserta e Benevento. (a. fe.)