Nel parco più famoso di Roma il maxiampliamento di un villino già esistente ROMA Un panorama mozzafiato: a sinistra la cupola di San Pietro, davanti, oltre le tegole dei tetti di Roma, il verde di Monte Mario. Siamo dentro Villa Borghese, il parco storico più famoso di Roma, luogo d'arte, di passeggiate e di giochi nel cuore della città. Proprio qui, ieri mattina, è stato scoperto l'ennesimo abuso di lusso: 90 metri quadrati, per un totale di 270 metri cubi, costruito su due piani. Un tentativo, quasi riuscito, di ampliare un villino già esistente, realizzato in tempi molto remoti, quando vincoli e tutele erano un optional per amministrazioni molto distratte. Ma stavolta il cantiere è stato posto sotto sequestro in attesa della demolizione. «Consegneremo subito la documentazione in Procura assicura Luca Odevaine, vice capo di Gabinetto del sindaco Walter Veltroni per ottenere al più presto il via libera all'abbattimento». Ad accorgersi dell'opera fuorilegge è stata l'ambasciata ii Francia, il cui terreno confina proprio con l'area dell'abuso. Anzi, parte della costruzione ha invaso lo stesso territorio dell'ambasciata. «Ogni giorno vedevamo che cresceva qualcosa, fino a che non ce l'abbiamo fatta più e abbiamo dato l'allarme», spiegano i dipendenti. All'arrivo dei vigili urbani e del personale dell'ufficio anti abusivismo del Comune, gli operai sono scappati. Nel cantiere sono rimasti l'odore di cemento fresco, la polvere dei calcinacci e le pale buttate a terra, accanto a pile di "foratini", i classici mattoni dell'edilizia. Villa Borghese è protetta da una serie di veti incrociati, fra i quali quello di edificare, codificati dal ministero dei Beni culturali. Nel piano regolatore della città, poi, è indicata come zona "N", che vuoi dire parco pubblico. In poche parole: guai a chi produce nuove cubature. Ma c'è sempre chi ci prova, sperando nell'impunità e nelle occasioni fornite dall'ultimo condono. Solo nella capitale, per esempio, sono state presentate 100.000 domande di sanatoria. È il caso anche di questo abuso. Già una volta i vigili avevano messo i sigilli ad un primo tentativo di ampliamento, un salottino di 15 metri quadrati con annessa veranda circondata da rampicanti e rose, costruito sopra il villino già esistente. Ma avevano dovuto procedere al dissequestro quando l'autrice della costruzione fuorilegge, una contessa in questi giorni a Parigi, aveva reso noto di aver presentato una domanda di condono. «È chiaro che questo ambiente non otterrà mai la sanatoria spiega Odevaine ma siamo obbligati per legge ad attendere che il condono venga formalmente respinto prima di passare alla demolizione. Nel caso del dissequestro, però, la contessa era tenuta a non continuare nell'edificazione, mentre dietro al salotto è quasi pronto un bagno con solarium. Si vede chiaramente dalla vetrata sistemata al posto del soffitto e dagli allacci per lo sciacquone e la doccia». I lavori più recenti, poi, hanno chiuso l'area con un alto muro, ingabbiando un'ampia superficie prima libera, ed hanno collegato con una scala incemento e mattoni i due piani della costruzione abusiva.