La sua posizione traballò a luglio con il reintegro di Micali in carica per meno di un mese «Non è il momento dei commenti. E' l'ora del silenzio riguardo ad un avvenimento che, nei panni che ricopro, ritengo di non dover affrontare al telefono. Le auguro un buon lavoro». E' questo il tono delle risposte che la soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Beatrice Basile, sta dispensando a chi nelle ultime ore sta tentando di strapparle una dichiarazione riguardo alla revoca dell'incarico da parte dell'assessore regionale Michela Stancheris. Ha un tono grave, simile alla presa di coscienza finale del cyborg Rutger Hauer nell'ultima scena del film Blade Runner. Cade la pioggia, ed è il momento in cui bisogna ammettere che è giunta la fine del proprio ciclo. Non importa che siano giunti alla Basile, negli ultimi mesi, i plausi di intellettuali e specialisti. Così come non importava che il cyborg avesse visto cose che gli umani non possono neanche immaginare. Sembra non importare che il curriculum della Basile sia lungo 7 pagine e contempli tutti i profili possibili nell'ambito dell'archeologia. La ferma mestizia dell'ultima giornata, quella in cui è giunta la notizia della revoca da Palermo, suona come l'addio del replicante nel film di Scott: "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia". La posizione della soprintendente aveva già subito uno scossone nel mese di luglio, quando l'assessorato regionale aveva -con un decreto- reintegrato l'ex soprintendente Orazio Micali, per poi revocargli ogni incarico dirigenziale dopo poche settimane, e per 16 mesi, a causa della sua condanna in primo grado per un abuso d'ufficio compiuto nello svolgimento di un altro ruolo svolto alla SOPRINTENDENZA di Messina. In quell'occasione ci fu un sospiro di sollievo tirato da associazioni ambientaliste, urbanisti e intellettuali di tutta Italia, che nella prosecuzione dell'attività della Basile vedevano la possibilità di portare avanti una marcia di tutela e rispetto del territorio non soltanto locale. Con la revoca di ieri, si sono di botto riaccese le polveri della protesta di chi ha sostenuto in ogni maniera la posizione dell'ex direttrice del museo Paolo Orsi, scatenando una ridda di polemiche che prescindono da quale siano le motivazioni di questo nuovo atto. Motivazioni che al momento restano avvolte nel più fitto mistero, anche perchè se si trattasse, come sembravano indicare le indagini di qualche tempo fa sui titoli e i curriculum dei soprintendenti dell'Isola, allora l'Assessorato avrebbe messo avanti proprio questa motivazione, impugnando la penuria o insufficenza di qualifiche per rimandare indietro ogni critica, cosa che in queste ultime ore non è avvenuta. Due "no comment", quello telefonico che esplode dalla cornetta del palazzo di piazza Duomo della Basile, e quello silenziosissimo da Palermo, stanno oliando le macchine del dubbio e del sospetto, e probabilmente della confusione. Intanto le voci più forti e indignate si alzano dalla gola verde degli ambientalisti, che battono sull'incongruenza - a loro dire- di un allontanamento che stride con la competenza della Basile, sostenuta fino ad oggi da chi ha letto in alcune sue scelte di tutela senza se e senza ma dei vincoli paesaggistici un'opportunità unica di rivoluzionare l'aspetto anche urbanistico del territorio. Insomma, un giallo, di quelli che restano tali fino a quando la concitazione del momento, degli interventi e dei silenzi, non si scioglie davanti ad una spiegazione, spiegazione che per adesso resta chiusa nei cassetti dell'Assessorato, che nei prossimi giorni dovrebbe sciogliere il nodo, e nelle stanze polverose e sobrie della SOPRINTENDENZA di Siracusa. Nel frattempo, come nella scena finale di Blade Runner, tutto si fa silenzio sulla sommita dei tetti, nell'attesa di sapere se davvero ogni cosa scivolerà via senza strepiti, "come lacrime nella pioggia". 29082014
SICILIA - Sgambetto Stancheris a Basile è giallo sui motivi della revoca
La soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Beatrice Basile, ha ricevuto due "no comment" da parte dell'assessore regionale Michela Stancheris, che ha revocato il suo incarico. La posizione della Basile era stata messa in discussione nel mese di luglio, quando l'assessorato regionale aveva reintegrato l'ex soprintendente Orazio Micali. La revoca di Basile ha scatenato una ridda di polemiche tra intellettuali e associazioni ambientaliste, che sostengono la sua posizione. L'assessorato regionale non ha fornito motivazioni per la revoca, lasciando il dubbio e il sospetto tra i cittadini.
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