L'ITALIA accelera sulla realizzazione del gasdotto Tap. La Commissione Via del ministero dell'Ambiente ha dato parere positivo al progetto della grande infrastruttura che porterà in Europa il gas dell'Azerbaijan e, poche ore dopo, il premier Matteo Renzi ha reso noto che il 20 settembre andrà di persona a Baku per annunciare il via libera agli azeri. Il Salento, per ora, è sconfitto. Ferito nell'orgoglio da decisioni prese in incontri internazionali e ratificate, prima politicamente e poi tecnicamente, nei palazzi romani. La grande mobilitazione della popolazione non ha sortito gli effetti sperati, anche se nel Tacco d'Italia chi finora ha combattuto si dice pronto a non mollare, Comitato No Tap e sindaco di Melendugno Marco Potì in primis. Perché se pure il parere della commissione ministeriale è arricchito da prescrizioni che per il momento restano top secret, indiscrezioni e logica portano a credere che il ministero abbia dato il via libera anche all'approdo a San Foca. Va da sé, infatti, che se il punto di arrivo e di collocamento del terminale di ricezione dovessero cambiare, sarebbe necessario modificare l'intero progetto e dunque la Via rilasciata ieri non avrebbe ragione di esistere. E se per conoscere il contenuto delle prescrizioni bisognerà attendere ancora qualche giorno, quel che appare subito chiaro è che il Governo intende spingere parecchio sull'acceleratore, come dimostra anche la presenza nel decreto Sblocca Italia, illustrato ieri dal presidente Matteo Renzi, di un intero capitolo dedicato all'energia, nel quale il ministero dello Sviluppo ha chiesto di rendere una priorità nazionale i rigassificatori e i gasdotti di importazione, a partire proprio da Tap. La dichiarata "strategicità dell'opera", dunque, è il filo conduttore lungo il quale si è mossa e continuerà a muoversi la politica italiana. In barba alla voce del Salento e anche a quella ufficiale della Regione Puglia, che per ben due volte ha bocciato tecnicamente il progetto (tramite i pareri negativi della Commissione Via), trasformando poi quelle indicazioni in atti politici. Ovvero in una contrarietà assoluta all'opera così come concepita, con tanto di approdo a San Foca, aprendo invece spiragli per la realizzazione del gasdotto con un diverso approdo. Tap, dal canto suo, ha sempre insistito sulla marina di Melendugno, considerandola "la migliore ubicazione dal punto di vista tecnico" ma non ha scartato altre eventualità, inserendo nelle integrazioni presentate in primavera al ministero ben 11 soluzioni alternative, due delle quali ubicate nel territorio di Otranto, cinque nell'area nord di Brindisi (località Posticeddu, Torre rossa, Case bianche) e quattro tra Brindisi e Torchiarolo (località Torre Mattarelle, centrale Cerano, Campo di mare, Lindinuso). Proprio Brindisi, nei giorni scorsi, è tornata alla ribalta delle cronache, con la proposta formulata da tre consiglieri comunali di maggioranza di valutare la possibilità di far approdare l'infrastruttura nell'ex area industriale di Micorosa, condizionando la costruzione alla bonifica della zona. Un'ipotesi, che a quanto pare, non sarà neppure valutata dal momento che il ministero avrebbe detto sì a San Foca, nonostante la miriade di osservazioni presentate da amministratori, cittadini, comitati ambientalisti e associazioni di va- ria natura, che nei mesi scorsi hanno cercato di fare a pezzi il progetto. Inutili, a quanto pare, anche le sollecitazioni della Regione, che pure aveva individuato diverse criticità nell'opera così come era stata concepita e che, a questo punto, dovrà spostare la battaglia su un ulteriore piano. L'iter in atto prevede infatti che, una volta ottenuto il parere della Commissione Via, il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti (dopo aver recepito le indicazioni del ministero dei Beni culturali) emetta il decreto vero e proprio. A seguire la palla passerà al ministero dello Sviluppo, che convocherà la conferenza dei servizi propedeutica all'Autorizzazione unica. Al tavolo ministeriale sarà chiamata anche la Regione, che potrà esprimere posizione negativa e, nell'ipotesi più estrema, indurre il Consiglio dei ministri ad avocare a sé la procedura. Il Salento, naturalmente, si aspetta che la Regione prosegua la battaglia del no. L'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, assicura che lo farà «se il progetto che ha avuto il via libera fosse identico a quello a cui abbiamo detto no». Per il momento, però, non vuole sbilanciarsi: «So che il parere contiene prescrizioni ma non ne conosciamo ancora il contenuto, per cui non posso commentare la decisione del ministero né avere contezza precisa di come ci muoveremo». Senza conoscere le prescrizioni, del resto, neanche i vertici di Tap vogliono commentare, anche se la vittoria viene incassata con soddisfazione. Soprattutto perché l'accelerata consentirebbe di rispettare i tempi previsti con Baku: apertura dei cantieri nel 2016, ultimazione dell'opera giugno 2019, entrata in funzione nel 2020. Così come promesso agli amici azeri.
PUGLIA - Gasdotto a San Foca, c'è l'ok Renzi va a Baku per la firma ma la Regione non s'arrende
Il governo italiano ha dato parere positivo al progetto del gasdotto Tap, che porterà in Europa il gas dell'Azerbaijan. Il premier Matteo Renzi ha annunciato che andrà a Baku per annunciare il via libera agli azeri. Il progetto, che prevede l'approdo a San Foca, ha incontrato resistenza nella Regione Puglia, che ha bocciato tecnicamente il progetto due volte. Il Comitato No Tap e il sindaco di Melendugno hanno anche mobilitato la popolazione contro il progetto. Il governo intende accelerare la realizzazione del progetto, che prevede l'approdo a diverse località in Puglia, tra cui Brindisi e Otranto.
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