Otto miliardi di euro di reddito e 280 mila nuovi posti di lavoro. Tanto potrebbe valere la valorizzazione del turismo nel Mezzogiorno. Il pieno sfruttamento della capacità potenziale dell'area di attrarre turisti stranieri, secondo un'indagine del Centro studi del Touring Club, potrebbe portare a un notevole incremento delle entrate valutarie pari a 11 miliardi di euro. Infatti i margini di crescita sono ancora alti: il Touring ha realizzato un indice di attratività potenziale (Iap). Mentre al Nord-Ovest quest'indice raggiunge il 18, al Nord-Est il 19 e al Centro il 27, i margini di crescita potenziale arrivano al 36 per cento. La proiezione del Touring si basa sull'analisi dei dati dell'Ufficio italiano cambia (Uic) del 2001. Solo l'll delle spese dei turisti stranieri in Italia interessa il Mezzogiorno per un valore complessivo di tre miliardi di euro. Il 55 va alle regioni del Nord (15,9 miliardi) e il 34 al Centro (9,8 miliardi). E al Sud buona parte della spesa turistica si concentra in Campania (1,1 miliardi di euro su tremila) e in Siclia (622 milioni di euro). Dalla ricerca emerge che la motivazione principale del viaggio al Sud è la visita a parenti ed amici, «elemento che "spiazza" i sistemi ricettivi locali, poco sviluppati in termini di quantità e spesso di qualità. Se si considera inoltre una limitata presenza di business traveller (ad alta capacità di spesa) si comprende il perché dei limitati flussi valutati verso il Mezzogiorno». Inoltre la spesa pro-capite media al Sud dei turisti stranieri è intorno ai 50 euro al giorno, mentre al Centro-Nord è di circa 90 euro, secondo le stime. Infine si rileva che i flussi e le spese turistiche sono concentrati nella stagione estiva: nel complesso i visitatori del Sud scelgono i mesi estivi in valore doppio rispetto alle altre aree del Paese. Sono due le cause individuate per il mancato sviluppo del sistema turistico (accoglienza, servizi di ristorazione, servizi complementari): «una politica di sviluppo basata su scelte politico-economiche superate e incapaci di attivare economie locali virtuose; una debole politica di individuazione, valorizzazione e comunicazione delle risorse esistenti, in termini di beni culturali, ambientali e sociali». E proprio dai beni culturali e dal Mezzogiorno è partito un progetto del centro studi del Touring e dell'ufficio studi del ministero per i Beni Culturali. È stato infatti studiato in Basilicata un modello per creare un Osservatorio del turismo culturale. In particolare sono stati esaminate sia le risorse culturali sia l'offerta turistica locale.